Il Tirreno

Golf e benessere, ecco il nuovo progetto

di Andrea Rocchi
Golf e benessere, ecco il nuovo progetto

Ridimensionato il consumo di territorio: albergo a 3 piani, 250 posti letti (compresi 2 borghi), ora si attende la Via

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CECINA. Golf Costa degli Etruschi, atto secondo. Meno consumo del suolo, nuova organizzazione dei borghi. Così chiedeva la Regione, così i progettisti scelti dalla Play & Sun srl di Lecco hanno ridisegnato il golf di Bibbona. Piano che è stato presentato il 4 aprile a Firenze per la Via e che di fatto sostituisce quello già presentato - e criticato dagli ambientalisti - nel dicembre scorso. E che ieri pomeriggio è stato illustrato al Centro Polivalente della California dall’architetto Piergiorgio de Flumeri, dal collega Maurizio Ori e dall’ingegnere cecinese Luciano Lorenzini. I numeri dicono: area di 77 ettari, alberghiero per 12.000 metri quadrati (250 posti letto) suddivisi tra albergo centrale ( e due borghi ( i podderi Calcinaiola ed Eugenio, recuperati secondo il modello dell’albergo diffuso), 4745 mq di attività accessorie, 28 ettari di campo da golf di 18 buche, 39 di aree agricole ed appezzamenti ecologici, 4800 piantagioni ed un’azienda di 15 ettari. Oltre all’albergo ed i borghi, una spa benessere, una club house con amministrazione, centro ristoro, zona relax e poco meno di 4mila metri di commerciale con negozi per la vendita di prodotti tipici locali. «Ci era stato chiesto di ridurre il consumo di suolo - ha spiegato l’architetto Ori - e lo abbiamo fatto, migliorando il progetto».

Un golf che è anche azienda agricola ma che è soprattutto parco - hanno spiegato i progettisti - visto che «questo progetto anticipa il protocollo sottoscritto da Federparchi e Federgolf con le associazioni ambientaliste». La logica dell’operazione è quella di un golf inserito in un contesto naturale di cui la pineta (il bosco della Magona) è parte integrante, ma anche in una rete che, attraverso le produzioni vitivinicole, il mare, il distretto del benessere su cui vuole investire la Provincia, diventa «appetibile 365 giorni all’anno». Il cemento, si diceva. La Regione ha contestato l’eccessivo uso di territorio. L’architetto Ori risponde che il rapporto di copertura dell’operazione golf è lo stesso di un piano agricolo, ben al di sotto delle comuni espansioni edilizie. Il nuovo progetto ha ridimensionato soprattutto l’albergo centrale (136 camere) che è meno esteso ma si alza di un piano (tra i 9 e gli 11 mt di altezza finali). Stesso concetto per i borghi dove i progettisti hanno voluto mantenere la fisionomia paesaggistica delle «case sparse» anche negli elementi architettonici e nei materiali, riservando circa 20 posti letto esclusivi per gli amanti della campagna, dislocando gli altri nel secondo borgo. Sui timori che i borghi si trasformino in residenziale, i progettisti garantiscono l’unicità della gestione alberghiera ( niente seconde case).

Quanto ai problemi ambientali, «l’albergo utilizzerà energia fotovoltaica ed è prevista la fitodepurazione». Il consumo idrico? Prevista una piovosità media annua di 833millimetri, funzioneranno dei bacini idrici che recupereranno acqua piovana messa in ciclo. «Si prevede - ha detto l’ing. Lorenzini - un consumo annuo di 113mila mc, la capienza dei bacini è per 207mila. Dunque c’è una riserva». I progettisti garantiscono che non sarà intaccata la falda, che i bacini si alimenteranno prima del completamento dell’opera. E sul rischio idraulico «lo si è superato con la cassa di espansione e gli edifici rialzati di 1 metro». Ora la Regione ha 120 giorni per dire se va bene così.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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