La protesta
Promozione Sviluppo ad un bivio
Anche il Comune di Cecina pronto a uscire mentre a giugno si terrà l’assemblea dei soci: perdite per 100mila euro
CECINA. C’è chi la giudica come un carrozzone vuoto, chi ne contesta la risicata attività ed operatività, c’è chi ne mette in discussione la partecipazione pubblica (degli enti locali). E c’è chi ritiene che, a parte tutto, sia importante per promuovere il turismo sul territorio. O, perlomeno, potrebbe esserlo.
Oggi la Promozione Sviluppo Val di Cecina srl è nell’occhio del ciclone. Le si rimproverà le scarse attività organizzate (Beta a parte) tant’è che dopo Rosignano anche il Comune di Cecina sta pensando di uscire dalla società (di cui detiene il 12,523%). Nata nel 2002 dalla fusione tra la Promozione e Sviluppo srl e la Essesse srl, Cecina vi ha aderito il 27 maggio 2002. In compagnia di altri 18 soci pubblici (tra cui alcuni comuni anche dell’Alta Val di Cecina e la Provincia di Livorno) che ne detengono il 40%, Promozione e Sviluppo ha una cinquantina di soci privati tra cui spiccano tre banche (Monte dei Paschi che è socia di maggioranza, Cassa di Risparmio di Volterra e Cassa di Pisa-Lucca-Livorno).
Ora però i soci pubblici, che hanno ridotto negli anni i loro contributi, cominciano a sfilarsi, stretti anche nella morsa delle polemiche che giungono dall’opposizione e non solo. Sel di Rosignano ha contestato i 30mila euro annui dati dal Comune alla srl. L’Idv di Cecina ha chiesto al sindaco Benedetti di uscire perché la partecipazione non è più strategica. E Benedetti conferma che «un percorso in questo senso è iniziato, d’intesa con Rosignano». Enzo Sardi (quota Pd), presidente ad intermin di ProSviluppo dal luglio 2011 (quando lasciò il cecinese Massimo Gentili) riconosce che la situazione è difficile, ma ribatte alle polemiche. «Non è vero che il Comune di Rosignano ha dato 30mila euro. Semplicemente cquei soldi erano per Verdeoro di cui a noi sono rimasti, per la progettazione dell’evento, poco più di 2500 euro). «Capisco che oggi i comuni hanno difficoltà ad investire con i bandi di gara non possono più dare risorse a società private. Ma non credo che l’esperienza di questa società sia da buttare. Senza promozione e Sviluppo la Beta non ci sarebbe». Sardi spiega anche che «sono iniziati contatti con partner privati per verificare se ci sono possibilità di ingresso nella società» che, a giugno, riunirà l’assemblea per l’approvazione del bilancio. Conti che sono in rosso se è vero che con un capitale sociale di 95mila euro, il debito sarebbe intorno a 100mila euro. Il presidente ritiene possibile la strada della privatizzazione e sta lavorando per questo, ma determinante sarà i parere dell’assemblea dei soci.
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