Sicurezza
«Meno male c’è il Comitato a smascherare la Regione»
CECINA. «Basta con le richieste di dimissioni della direttrice dell'Asl 6 Monica Calamai»: così Gian Paolo Secenti (Psi) secondo il quale «non occorre un grande acume politico per comprendere che gli...
CECINA. «Basta con le richieste di dimissioni della direttrice dell'Asl 6 Monica Calamai»: così Gian Paolo Secenti (Psi) secondo il quale «non occorre un grande acume politico per comprendere che gli indirizzi in tema di sanità locale sono dettati dai vertici della Regione, e quindi dall'assessore regionale alla sanità e dal governatore. Calamai, piaccia o non piaccia, è soltanto un solerte esecutore delle disposizioni che le vengono impartite. Da più parti viene obiettato che è arrogante e chiusa al dialogo. Si preferirebbe forse che lo smantellamento dell'ospedale di Cecina e il ridimensionamento dei servizi fossero illustrati in modo amabile, con il sorriso sulle labbra, con pacche sulle spalle e, magari, nell'ambito di riunioni con tè e pasticcini ? »
«Per contrastare con efficacia questo disegno - aggiunge Secenti - si è dimostrato insufficiente l'impegno degli amministratori locali e delle forze politiche. Occorre una mobilitazione dell'intero territorio e quindi delle associazioni che lavorano nel suo tessuto sociale e di tutti i cittadini. Meno male che il Comitato pro ospedale c'è, con l'impegno appassionato di don Reno Pisaneschi, a denunciare pubblicamente e ad ostacolare i tagli orchestrati da Rossi, Scaramuccia e company. E bene ha fatto una porzione del Pd a schierarsi, in modo intelligente, dalla parte dei 20.000 cittadini che hanno accompagnato l'impegno del Comitato. I cittadini, aldilà di ogni orientamento politico, hanno ben compreso che il proprio diritto alle cure e ad una sanità efficace si difende senza se e senza ma. Solo i puri e duri del Pd, i grigi e solerti funzionari di partito, difendono, a parte qualche distinguo di forma ma non di sostanza, le scelte del palazzo regionale».
«E se proprio si vuole insistere con richieste di dimissioni - conclude Secenti - si chiedano quelle dell'assessore regionale alla sanità».
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