Il Tirreno

Canoni balneari, prezzi congelati per altri tre anni

di Rino Bucci
Canoni balneari, prezzi congelati per altri tre anni

I titolari dei bagni cecinesi pagheranno circa 37mila euro L’assessore: «Settore in crisi, non volevamo infierire»

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CECINA. Poco meno di 37mila euro. Ecco quanto toccherà spendere - in totale - ai balneari cecinesi in concessioni demaniali.

La cifra è molto più bassa in relazione a quanto esce dalle casse degli imprenditori di Rosignano. Questo perché la maggior parte degli stabilimenti balneari di Cecina insiste su proprietà private e di demaniale viene pagato solo l'uso della spiaggia. E a causa dell'erosione (e in attesa di un progetto che è andato a gara da poco) di arenile su cui sdraiarsi per la tintarella ne è rimasto veramente poco. Soprattutto a Marina.

Infatti è proprio a Marina di Cecina dove i balneari pagano meno per l'uso del litorale; siamo nell'ordine delle centinaia di euro.

Diversa invece la situazione alle Gorette e alla Mazzanta dove non solo la spiaggia è più lunga ma ci sono anche diverse strutture edificate su parti di proprietà demaniale.

Va detto che, anche se il gettito non è alto, di questi soldi il Comune non vedrà un centesimo. La cifra verrà girata per intero al ministero dell'Ambiente.

Rispetto all'anno passato, per i balneari non ci sono state grandi variazioni sulla cifra da pagare. Il Comune ha deciso di non ritoccare i canoni. Ci sarà "solo" da aggiungere un adeguamento Istat pari al 3,75 per cento.

«L'amministrazione - spiega l'assessore al demanio Giamila Carli - ha scelto di non aumentare le cifre. Non abbiamo voluto infierire su un comparto che in questo momento si trova ad affrontare da una parte la crisi economica che ha colpito il turismo e dall'altra le imposizioni arrivate con le normative europee introdotte dalla Bolkestein. Fino al 2015 staremo alla finestra in attesa delle decisioni dall'Europa e dalla Regione Toscana. È inutile ritoccare le cifre in questo momento».

Quindi prezzi congelati nei prossimi tre anni. Almeno nelle volontà dell'amministrazione.

La tariffa del canone demaniale viene calcolata seguendo parametri rigidi. Lo Stato stabilisce un affitto di 1,22 euro al metro quadrato. Inoltre nel computo del canone va sommato il costo delle aree coperte come cabine, bar, discoteche e ristoranti. Le strutture possono essere di tre tipi: di facile rimozione (2,04 euro al metro quadro), di difficile rimozione (3,49) e pertinenze demaniali con finalità commerciali. In quest'ultimo caso il canone da pagare allo Stato è calcolato sul valore di mercato dell'immobile stesso. Si tratta di ristoranti, discoteche, bar e alberghi. Strutture per le quali gli imprenditori si sono messi in gioco, accendendo mutui e investendo risparmi. Ecco spiegati i timori dei balneari italiani che vedono all'orizzonte lo spettro delle aste pubbliche per le concessioni. Là dove hanno speso soldi e sudore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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