Il Tirreno

Fulvio Montagnani e l’amore per l’arte

Fulvio Montagnani e l’amore per l’arte

Persone. L’inventore del «Valore del segno» racconta la sua passione

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ROSIGNANO. Dell'arte italiana ha conosciuto tanti protagonisti per più di cinquant'anni. Da Guttuso ad Aligi Sassu, da Ernesto Treccani a Ugo Nespolo. Con la consueta determinazione conosciuti, frequentati, stimati come artisti e amici. Fulvio Montagnani, patron de «Il valore del segno» prima delle esperienze pubbliche nel Circolo di Cultura del Comune e nell'associazione ultraventennale, ha una lunga storia privata di appassionato d'arte. Spesso anche collezionista, con le follie dei grandi amori.

Come quando, neanche ventenne, con la futura moglie Maria Luisa spese tutti risparmi per il matrimonio per una marina di Giovanni March. Oppure quando rinunciò alle vacanze alla vigilia della partenza per acquistare una natura morta dello stesso March, prendendola dal cavalletto. L'amicizia con il pittore livornese non è l'unica per Montagnani, che custodisce con cura le lettere dei grandi artisti divenuti amici. Tra questi Treccani, che gli scriveva da ogni parte d'Italia e che lui andava a trovare ogni anno in Versilia. Oppure Aldo Salvadori, pittore bergamasco che Picasso definì «il più grande disegnatore dei nostri tempi» vedendo una sua mostra a Parigi e Loffredo che gli spediva cartoline con disegni umoristici. Tra le lettere spicca una curiosa missiva di Guttuso che gli annuncia l'arrivo di un disegno l'indomani. «Era frutto di un incontro che volli fermamente - racconta Montagnani - andai a Roma e inizia a chiedere di lui, mi mandarono da Leonida Repaci che mi dette il suo indirizzo in via Ciancaleoni. La moglie aprì la porta dicendo che stava dipingendo e non si poteva disturbare. A forza di insistere mi fece salire. Trovai uno studio pieno di cose, dipinti e scenografie per Anna Magnani e Giulietta Masina. Con il maestro parlammo a lungo, disse che mi avrebbe inviato un disegno. Quando non mi aspettavo più nulla arrivò».

La tenacia abbinata alla passione negli anni ha permesso a Montagnani di riunire una piccola collezione, ma soprattutto di avere tra le mani un autentico tesoro privato, custodito in un libriccino rosso. Questo quaderno testimonia i più importanti artisti che hanno lavorato con l'instancabile rosignanese: uno per uno hanno lasciato un dipinto o un disegno realizzato apposta per lui. Sollevata la copertina rossa le pagine riservano 34 piccoli capolavori, da Tirinnanzi a Lodola. Una sfilata che inizia nel 1961 e arriva al 2012, scandita da rassegne e presentazioni, incontri e amicizie.

Sfogliando le pagine si incontrano il pescatore di Natali, l'uomo che guarda le farfalle di Possenti, il cocchio con cavallino etrusco di Fontani, il ritratto di Maria Luisa di Faraoni, i barattoli di colore di Maianardi, la "Terra di Siena" di Guerrini e l'uomo davanti al mare di Talani, la carrozza col cavallo dipinta dall'unica donna, Luciana Manelli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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