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Tre milioni in cassa ma inutilizzabili Pronto il consuntivo

Tre milioni in cassa ma inutilizzabili Pronto il consuntivo

I conti all’esame del consiglio comunale del 26 aprile Il bilancio preventivo: incognita sulle aliquote Imu

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CECINA. La giunta Benedetti ha deliberato l'approvazione del bilancio consuntivo 2011. Il documento sarà presentato dall'assessore Monica Mansani nel consiglio comunale del prossimo 26 aprile.

Ma qual è lo stato di salute delle casse pubbliche? In cassaforte c'è un avanzo d'amministrazione pari a 2.870.625 euro. Nelle settimane passate il sindaco Stefano Benedetti aveva scritto al premier Mario Monti e al ministro Corrado Passera per chiederne lo sblocco. Ad oggi, non è arrivata risposta.«La situazione è preoccupante - dice l'assessore Mansani - inutile nasconderlo. L'anno scorso già a giugno avevamo fermato tutti gli investimenti a causa del patto di stabilità interno. Il che ci faceva pensare che al bilancio consuntivo avremmo avuto una cifra più alta di quella registrata. Comunque sia i fondi congelati sono davvero tanti, troppi».

Dei 2.870.625 euro di avanzo d'amministrazione 1.270.700 euro risultano vincolati, mentre 1.599.924 sono non vincolati. «Questi ultimi - dice l'assessore Mansani - possono essere mossi solo per determinate azioni, come l'estinzione o la rinegoziazione dei mutui»Il comune di Cecina ha un residuo passivo che supera i 20 milioni di euro (11.723.469 vengono dagli anni passati e 8.767.460 sono per le competenze di quest'anno). Il residuo attivo, invece, si attesta in 11.978.285 euro (4.642.594 euro dagli anni passati e 7.335.690 euro per le competenze di quest'anno).Ma il difficile arriva ora con il bilancio preventivo per il 2012 e la definizione dell’Imu. «Quest'anno dobbiamo vestirci da esattori - dice Mansani -. Un compito ingrato che ci porterà solo il 50 per cento degli introiti (l'altra metà andrà al governo, ndr)»

Al momento, l'amministrazione non è in grado di stilare proiezioni. «Vogliamo mantenere l'aliquota base del 4 per mille sulla prima casa - dice l'assessore - ma tutto dipende dalle sorti delle case popolari in possesso al Comune. Se per quegli immobili dovremo pagare anche noi l'Imu ci sarà un ulteriore uscita dalle casse pubbliche di 200-300mila euro». Al quel punto il Comune si vedrebbe costretto ad alzare l'aliquota anche sulla prima casa. Mentre sulle seconde abitazioni sfitte si andrà quasi certamente ad applicare l'aliquota maggiorata del 10,6 per mille. Ci dovrebbe essere un occhio di riguardo per chi affitta la seconda casa (aliquota al 7,6).Sul fonte Irpef c'è l'intenzione di non ritoccare l'addizionale, oggi allo 0,6 per cento.

Rino Bucci

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