Il Tirreno

Un concorso nel nome di Peppino Impastato

Un concorso nel nome di Peppino Impastato

Iniziativa rivolta alle scuole per accrescere la cultura della legalità Premi e riconoscimenti in due sezioni: miglior disegno e miglior elaborato

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CASTAGNETO. Un concorso per accrescere nelle scuole il radicamento della cultura della legalità. E’ promosso dall’assessorato alla cultura, dal Tavolo per la pace e dal circolo Arci e riguarda la figura di Peppino Impastato, una delle icone delle vittime di mafia.

Dopo l'intitolazione a Peppino Impastato di uno slargo a Donoratico, un anno fa alla presenza del fratello Giovanni, (il largo ha un forte significato simbolico, trovandosi alla confluenza di via della Libertà, via della Resistenza, via Piave, via Di Vittorio) quest'anno, nel segno della continuità dell'impegno, nella formazione e nella divulgazione della cultura della legalità e della solidarietà, ecco questo concorso. Il tema è quello dei diritti civili che abbiano in qualche modo relazione con la vita e l'impegno di Peppino Impastato.

Nel testo del bando, tra l'altro si legge: "La Toscana non è terra di mafia ma potrebbe risultare permeabile alle infiltrazioni mafiose, in assenza di una corretta e puntuale informazione che può far venire meno il consenso sociale di cui necessita la criminalità organizzata per strutturarsi; un territorio integro e un'economia sana, che questo periodo di crisi economica può esporre ai suoi appetiti».

Il concorso è diviso in due parti. Il miglior disegno sarà premiato con il posizionamento dello stesso (plastificato e reso idoneo allo scopo) nei pressi del largo Peppino Impastato a Donoratico.

Il miglior elaborato scritto, costituito da documenti, foto, riflessioni e quant'altro detta la fantasia, sarà premiato con una macchina fotografica, un quaderno e un viaggio, guidato da Maurizio Pascucci, responsabile del progetto "LiberArci dalle spine" nella Toscana dell'Antimafia sociale, nelle terre e nei beni confiscati alle mafie (52 in tutta la Toscana). La macchina fotografica e il quaderno saranno strumenti preziosi per un reportage al ritorno dal viaggio, propedeutici per costruire altre attività analoghe.

Il tutto verrà preceduto da un percorso di preparazione agli studenti, con la visione di alcuni filmati, racconti e riflessioni con l'ausilio di Benedetto Randazzo, già compagno di Peppino Impastato, una delle voci di Radio Aut, che vive e lavora nell'Alta val di Cecina.

Il momento più emozionante è stato l'incontro degli studenti con Alessio Pizzech, regista dello spettacolo "Per non morire di mafia" che si è tenuto al Teatro Roma alcuni giorni fa, che ripercorre teatralmente il testo di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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