Finanza
Ecco i cacciatori di storie delle persone comuni
Uno degli autori spiega a chi si rivolge il progetto e come si evolverà Periodicamente Il Tirreno pubblicherà le interviste e le foto raccolte
ROSIGNANO. "Foresta bianca", il progetto di Armunia che si svolge nel comune di Rosignano, non raccoglierà solo le storie di una parte del territorio, ma di tutti i lettori del Tirreno. Grazie alla partecipazione del giornale come media partner del progetto, tante persone potranno raccontare le loro storie, che saranno pubblicate sulle nostre pagine.
Per "Foresta bianca" infatti 8 giovani intervistatori stanno raccogliendo in piazza Risorgimento le esperienze di vita di abitanti di Rosignano e delle frazioni di Castelnuovo, Gabbro e Nibbiaia, che vengono proiettate nel "Cinemino". Periodicamente Il Tirreno pubblicherà alcune di queste storie in cui anche i lettori possono riconoscersi, e raccontare a loro volta le proprie esperienze in una rubrica attivata per il progetto. «Intendiamo infondere linfa nuova al territorio sia facendo emergere la quotidianità per tracciarne un ritratto aggiornato al presente - afferma il direttore di Armunia Andrea Nanni - sia coinvolgendo molte più persone di quelle intervistate. Le pagine del Tirreno saranno un'interfaccia preziosissima per divulgare le storie e invitare i lettori a condividere le proprie».
A tessere la trama di questo arazzo è Matteo Balduzzi, autore con Stefano Laffi di "Foresta Bianca". Gli abbiamo chiesto come funzionerà. «L'idea è di coinvolgere un'intera comunità - persone, istituzioni, media - nella costruzione di un grande album di famiglia condiviso», afferma.
Che tipo di storie e immagini state cercando?
«Immagini personali, spesso storte o sbagliate, a volte assurde o curiose. Non servono le fotografie di com'era una volta la piazza o la spiaggia, né i racconti "ufficiali" del territorio. Foresta bianca non è un progetto di storia locale, ma vuole far emergere la vita delle persone per far percepire la storia con la S maiuscola. Vorremmo creare un album sorprendente e anche divertente, come l'arte e la cultura sono raramente».
Quante sono le storie raccolte finora grazie a questo inedito progetto?
«Nelle prime settimane una decina. Alcune sono state raccolte da persone che, incuriosite, si sono presentate ai container, a volte direttamente con le scatole delle proprie fotografie di famiglia. Ma siamo solo all'inizio, ci sono ancora tre mesi di lavoro».
Quali sono i temi ricorrenti?
«Spesso i ricordi partono da un'infanzia contadina e legata alla terra, per poi aprirsi ai temi che compaiono nell'età adulta: dai più intimi e personali, come l'amore e la famiglia, ai più sociali e collettivi, come il lavoro o i fatti di costume. Sono racconti molto vivi in cui si alternano aneddoti individuali a vicende più generali, momenti divertenti ad altri più sofferti».
Come ci lavorate?
«Le fotografie sono come sempre molto belle ed emozionanti: spesso non illustrano direttamente i vari momenti della storia ma li completano visivamente, in modo laterale e complementare. I racconti e le immagini di Foresta Bianca costituiranno un grande archivio di memoria collettiva con un enorme potenziale espressivo: per questo useremo diversi dispositivi e modalità per raggiungere tutti i cittadini».
In che modo saranno diffusi?
«Poiché è un progetto di arte pubblica daremo grande attenzione alla forma e alla qualità con cui i materiali vengono usati e divulgati. Per questo oltre al "Cinemino", che è il luogo fisico in cui si possono vedere le storie, ci sarà un luogo diffuso e "virtuale" che sono le pagine del Tirreno. Useremo anche le dirette di Radio Wip, i manifesti stradali e il lavoro teatrale di Elisa Biagini, che concluderà la prima parte del progetto a luglio».
Quale compito avrà Il Tirreno?
«Per noi il giornale sarà uno spazio pubblico di discussione e di confronto, una sorta di piazza virtuale, cartacea, che entra nelle case e nei bar. Così Il Tirreno, oltre a raccontare il progetto e spiegarlo ai lettori in modo tradizionale, avrà un ruolo innovativo e sperimentale: diventare un'altra sede del progetto stesso. Alcune immagini e storie saranno pubblicate ogni due settimane sulle sue pagine, evidenziando i temi emersi dal territorio ma che ci sembrano universali, perchè i lettori possano riconoscersi e immergersi nell'atmosfera di Foresta Bianca».
Come potranno partecipare?
«Saranno di volta in volta invitati a contribuire sui singoli temi in modo che tutti potranno creare un pezzetto dell'opera d'arte. In base al tema che emerge dalle fotografie e dalle storie pubblicate, i lettori potranno inviare i loro racconti personali e le loro fotografie di famiglia: alcune saranno direttamente pubblicate sul giornale la settimana successiva, altre entreranno a fare parte del grande album collettivo. Così si ampliano i confini e le suggestioni del progetto».
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