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Chieste le dimissioni della Calamai

Chieste le dimissioni della Calamai

Benedetti all’incontro del Psi con il consigliere regionale Pieraldo Ciucchi: «Chiediamo una vera inversione di tendenza»

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CECINA. L'ospedale e la sua riorganizzazione, i posti letto, il futuro della cardiologia, l'arrivo dei palmari, il cablaggio wifi. Ad ogni puntata, la discussione su ciò che sta accadendo in via Montanara diventa più accesa e seguita. All'incontro sulla sanità di giovedì sera organizzato dal Psi di Cecina c'erano più di cento persone. Il dibattito è andato avanti ben oltre la mezzanotte. «Se avessimo parlato di qualsiasi altro tema - ironizza il segretario Psi, Alessandro Bechini - non ci sarebbe stato più nessuno».

A relazionare e a promettere attenzione per l'ospedale locale c'era Pieraldo Ciucchi, consigliere in Regione per il Psi e membro della commissione consiliare sulla sanità. «Ciucchi si è impegnato a sposare la causa del nostro ospedale in Regione - spiega Bechini - inoltre ha detto che da Firenze c'è la chiara intenzione di rivedere e rinegoziare la classificazione degli ospedali toscani. Ci sono dei piccoli presidi, come quello cecinese, che non possono correre il rischio di essere inseriti nella fascia A (la più bassa, ndr) e venire depotenziati. Alcuni servizi come la cardiologia, il pronto soccorso o la rianimazione devono essere garantiti. È il territorio che ce lo chiede».

Ciucchi ha anche confermato che la questione cecinese ormai è all'attenzione della Regione e che già da giorni l'assessore Scaramuccia ha manifestato la volontà di garantire «

i servizi essenziali» nell'ospedale cecinese. Della questione se ne parlerà al primo incontro del tavolo tecnico in agenda per il 23 aprile a Firenze.

E poi gli interventi. Bipartisan e unanimi. Parola d'ordine: non smantellare l'ospedale, non trasformarlo in medicheria. E più rispetto alle istituzioni locali da parte dei vertici dell'Asl. Il rapporto è ai minimi storici, anzi non c'è più. Lo stesso sindaco, Stefano Benedetti, ha spiegato che qualora non ci sia una netta inversione di tendenza la richiesta di dimissioni del direttore generale, Monica Calamai, arriverebbe in automatico.

E se a dicembre in sede di conferenza i primi cittadini parlarono di «giudizio sospeso» sulla lady di ferro (poi riconfermata da Rossi per tre anni), oggi il pollice è decisamente verso. «Anche se in minoranza (Piombino e Livorno votarono a favore, ndr) e segnalando alcuni interventi positivi - dice Benedetti - a dicembre la nostra valutazione fu sostanzialmente negativa. Ora, chiediamo un'inversione di tendenza, un segnale di discontinuità. Per il nostro ospedale servono strumenti di programmazione seri e condivisi».

La stessa condivisione di cui parlava il direttore Luca Lavazza quando era in forza all'Asl di Arezzo. In una relazione del 2008, dal titolo "Il modello hub spoke, l'ospedale organizzato per intensità delle cure", sulla riorganizzazione del presidio scriveva: «Sono i criteri clinici che guidano ma essi devono essere esplicitati e condivisi».

(r.b.)

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