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Le piste dei carabinieri: il pc, le Marlboro e un appartamento

Le piste dei carabinieri: il pc, le Marlboro e un appartamento

ROSIGNANO. Uno di quegli appartamenti. E' l'ultima pista battuta con forza dagli investigatori che cercano di far luce sulla morte di Massimo Fatticcioni. Il computer resta una prima fonte di indizi,...

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ROSIGNANO. Uno di quegli appartamenti. E' l'ultima pista battuta con forza dagli investigatori che cercano di far luce sulla morte di Massimo Fatticcioni. Il computer resta una prima fonte di indizi, da un paio di giorni sul pc di Fatticcioni sono in corso gli accertamenti degli esperti informatici. Si cercano tracce nelle email, nelle eventuali conversazioni in chat, nella cronologia delle pagine per trarre spunti dai siti visitati di recente. Si cercano quei contatti di interesse investigativo che non sarebbero emersi dagli accertamenti sul telefonino.

Ma come spiegare la presenza dell'uomo in quel palazzone sul lungomare Monte alla Rena? Perché era andato proprio lì dove pare che non abbia mai fatto neanche lavori insieme al padre antennista? La risposta potrebbe arrivare da uno di quegli appartamenti dove si sospetta che Fatticcioni avesse un appuntamento con qualcuno. Perché l'ipotesi che non fosse solo prende sempre più corpo.

Da domenica i carabinieri stanno sentendo i proprietari o gli inquilini di quei 53 alloggi, ai quali si accede da quattro portoni su tre lati dell'edificio. Nell'immediatezza della tragedia erano state interrogate le poche famiglie che vi abitano stabilmente. Poi sono stati rintracciati i proprietari degli altri appartamenti, quasi tutte seconde case. Finora nessuno ha ammesso di aver fornito a Fatticcioni le chiavi e tantomeno di averlo accompagnato lì.

Fatticcioni, come abbiamo già scritto, non aveva addosso chiavi se non quelle del proprio motorino, parcheggiato lì vicino.

Nel giubbotto aveva anche una borraccia d'acqua, quella che usava quando andava in bici. E un pacchetto di Marlboro rosse: proprio come le cicche trovate sul punto del tetto da dove è precipitato. «Cicche fresche», assicurano i carabinieri, cioè fumate poco prima. Da chi?

Fatticcioni aveva ripreso a fumare da poco, praticamente da quando aveva allentato l'impegno con le corse in bicicletta. Comprava quella marca di sigarette. Le indagini tossicologiche e del Dna tuttora in corso dovranno stabilire se la saliva lasciata sui filtri appartenesse soltanto alla vittima o (come si sospetta) anche ad altre persone.

I restanti elementi in mano ai carabinieri sono gli stessi, con un buco temporale ancora da colmare. Alle 10 Fatticcioni è uscito di casa salutando il padre e dicendo che non sarebbe rientrato a pranzo. Alle 11 è stato visto alle Morelline dove era in corso una gara di rally. Alle 12,30 è stato trovato il suo cadavere. In quell’ora e mezzo è andato su quel tetto. A fare cosa e con chi è tutto da scoprire.

Alessandro De Gregorio

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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