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Amianto, davanti al gup ex direttore della Solvay

Amianto, davanti al gup ex direttore della Solvay

De Gaudenzi accusato di omicidio colposo per la morte di Romano Posarelli Il pm Rizzo ha chiesto il rinvio a giudizio, esulta l’avvocato della vedova

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ROSIGNANO. Fissato per giovedì 19 l’appuntamento davanti al giudice dell’udienza preliminare per decidere la posizione di Piero De Gaudenzi, l’ex direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano per il quale il pm Paola Rizzo ha chiesto il rinvio a giudizio. L’imputazione è omicidio colposo e il caso è relativo alla morte di Romano Posarelli, l'ex dipendente Solvay morto a settant'anni (nel novembre del 2010) di adenocarcinoma polmonare.

Ieri l'avvocato Ezio Bonanni, che tutela la vedova Maria Luisa Filippi, è stato informato dalla cancelleria del gip che l'udienza è stata fissata tra pochi giorni davanti al gup Giovanni Zucconi. Bonanni, che aveva depositato la denuncia circa un anno fa, esulta: «Sono soddisfatto sia per i tempi brevi di risposta - dice l’avvocato - sia perché questo apre la strada a tanti altri casi simili a quello di Posarelli. Ogni giorno deposito denunce, è una carneficina».

«Tutti i colleghi del mio babbo - aggiunge il figlio di Posarelli, Massimiliano - sono morti o si sono ammalati di patologie collegate all'amianto. Non può essere un caso».

L'Inail aveva già riconosciuto a Posarelli il nesso di causalità della malattia con la mansione lavorativa svolta all'interno della fabbrica Solvay, nel reparto calderai, «dal 1975 agli anni Ottanta inoltrati » aggiunge Massimiliano, responsabile della sede di Rosignano dell'Ona, Osservatorio nazionale amianto che da anni, con l'avvocato Ezio Bonanni che ne è presidente nazionale, si batte per il riconoscimento delle vittime dell'amianto sui luoghi di lavoro.

L'ente come dice Posarelli «ha cominciato a disporre i primi risarcimenti».

«Giovedì - si legge in una nota dell’Ona - si era diffusa la notizia della sentenza del tribunale di Pisa del 28 marzo, che aveva riconosciuto a Franco Berti, ultimo sopravvissuto della cooperativa Vapordotti e affetto da asbestosi, la malattia professionale e che aveva condannato l'Inail. Ora questa notizia della convocazione davanti al gup dell’ex direttore Solvay, De Gaudenzi. Romano Posarelli Romano è morto per adenocarcinoma tra atroci sofferenze, e solo negli ultimi tempi l'Inail ha riconosciuto alla moglie una rendita che possa restituirgli almeno la dignità del riconoscimento della natura professionale della sua morte, che l'ente previdenziale prima e il datore di lavoro dopo avevano disconosciuto, dopo avergli fatto respirare, per decenni, grandi quantità di amianto».

Chiara Castaldi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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