Il Tirreno

L’acquedotto di Cecina minacciato dalla trielina

di Mario Moscadelli

É quanto esposto dal sindaco Benedetti durante un incontro in Regione «Al momento è solo un rischio e sono già state concordate le contromisure»

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CECINA. La trielina di Poggio Gagliardo sta pericolosamente camminando verso l’acquedotto di Cecina. Il rischio emerge in un verbale relativo ad un incontro avvenuto in Regione sullo stato della bonifica dell’area dichiarata inquinata nel 2004. Incontro richiesto dal sindaco Stefano Benedetti - messo in guardia da alcuni dati forniti da Asa e Arpat - a cui hanno partecipato l’assessore regionale Bramerini e tutti gli enti interessati dall’accordo di programma sulla bonifica di Poggio Gagliardo.

Il rischio. A preoccupare Benedetti il riscontro di valori anomali in pozzi che finora erano rimasti alla larga dall’inquinamento di Poggio Gagliardo. E da questi dato ecco che la preoccupazione, forte se unita alla siccità, data dal fatto che il “pennacchio della contaminazione” (come viene detto in gergo tecnico) ha cambiato direzione, orientandosi verso il mare e dunque verso l’acquedotto di Cecina. «Intanto - dice Benedetti - chiariamo subito che ad oggi non ci sono problemi per la potabilità dell’acqua. Dunque, nessun allarme. Ma c’è un rischio da debellare: le sostanze inquinanti di Poggio Gagliardo si stanno indirizzando verso il nostro acquedotto. E allora abbiamo ritenuto opportuno chiedere un incontro in Regione per accelerare il progetto di bonifica e per tamponare subito questa situazione attraverso un potenziamento della Mise, la messa in sicurezza d’emergenza». Durante l’incontro il primo soggetto a prendere la parola è stata Arpat, che ha riportato i dati sul monitoraggio della falda dal 2004 a oggi. Nel verbale in questione, Arpat sostiene che nel 2010-2011 la contaminazione è tornata a decrescere rispetto al 2008-2009, ma la direzione di massima contaminazione sta migrando verso ovest, ovvero verso i pozzi acquedottistici del comune di Cecina.

I motivi. Ma cosa ha determinato questo pericoloso cambiamento? Secondo Arpat potrebbe dipendere soprattutto da un mutato regime di pompaggio a valle dell’intervento di messa in sicurezza, che ha determinato una modifica della dinamica della falda e di conseguenza la sua direzione di scorrimento da nord-ovest a ovest. In particolare, per Arpat potrebbe avere giocato un ruolo importante l’attivazione di un pozzo comunale in località Col di Pruno a sud-ovest dell’area sorgente di Poggio Gagliardo. Non è dello stesso avviso Asa, che durante l’incontro ha messo nel mirino l’efficienza della messa in sicurezza. Il Genio civile, inoltre, ha fatto notare che la situazione della falda di Cecina presenta forti criticità idrogeologiche a causa del sovrasfruttamento. L’Ait 5 (l’ex Ato) ha aggiunto che si soffre la concorrenza di attori industriali importanti che sfruttano intensivamente la risorsa.

Le contromisure. Quattro, in sintesi, le contromisure annunciate durante l’incontro. Primo: potenziamento dell’attuale sistema di messa in sicurezza attraverso due nuovi punti di prelievo posizionati nell’attuale direzione della contaminazione. I due pozzi saranno collegati ad un impianto di depurazione a carboni attivi che sostituirà uno già presente. Secondo: l’attivazione del comitato tecnico per monitorare meglio l’andamento della situazione e coordinare le azioni da intraprendere. Terzo: la convocazione del collegio di vigilanza dell’accordo di programma, che dovrà dare indirizzi per la Mise e ratificare le necessità di un adeguamento del monitoraggio. Quarto: riuscire a mandare a gara il progetto di bonifica entro la prossima estate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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