Il Tirreno

La Soprintendenza difende le capanne dei vip sulla spiaggia

di Divina Vitale
La Soprintendenza difende le capanne dei vip sulla spiaggia

«Sono elementi che ben s’inseriscono in quell’area» Ma sulle strutture pende un’ordinanza di demolizione

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CASTAGNETO. Non è ancora detta l'ultima parola sulle "storiche capanne" che si trovano sulla spiaggia che va da Bolgheri a Marina di Bibbona, in località come il Renaione e il Palone all'interno di proprietà private. Su oltre quaranta capanne, infatti, pende a richiesta di smantellamento espressa con l’ ultima sentenza dal Consiglio di Stato (sentenza 4431-2011). I 90 i giorni a disposizione per procedere all'abbattimento, secondo lettera di ordinanza fatta recapitare dall'ufficio tecnico di Castagneto ai diretti interessati, sono in corso, ma ora c’è un parere che potrebbe cambiare la carte in tavola.

L'ultima novità sul caso arriva da un lettera scritta dalla Soprintendenza per i beni culturali, paesaggistici e architettonici della Toscana che si schiera a favore del "salvataggio" delle poetiche capanne. La Soprintendenza, in sintesi, sostiene che non ci sono i presupposti giusti perché non si prende atto del carattere di pregio naturalistico che c’è nelle stesse strutture provvisorie. «Le sentenze di demolizione - si legge nella lettera inviata al sindaco, al Comune e allo stesso Ministero per i Beni e le attività culturali - sono state emesse e confermate dagli organi di controllo in base alla sola locazione dei manufatti su area di proprietà demaniale e sulla mancanza di alcun titolo autorizzativo né da parte del Comune interessato né dell'autorità competente ai sensi del codice della Navigazione. Come si capisce però dalla sentenza del Consiglio di Stato sulla base del ricorso 08357/2002, tutto ciò si fonda solo sugli aspetti meramente urbanistici senza prendere in considerazione i caratteri paesaggistici»

La lettera continua considerando «tali manufatti, risalenti agli inizi del Novecento, non configurabili come episodi estranei al delicato ambiente costituito dalla linea sabbiosa a confine con il fronte della macchia mediterranea, in quanto, con il tempo, hanno assunto una parte integrante di quel panorama; e che pertanto l'abbattimento o la sostituzione di essi con altri manufatti di tipologie diverse verrebbe a modificare il paesaggio arrecando quindi pregiudizio all'attuale aspetto esteriore delle cose».

La Soprintendenza nel testo ricorda «la priorità dell'interesse paesaggistico, per cui si ribadisce di non procedere alla demolizione delle capanne e delle tettoie soprattutto in tale contesto di pregio naturalistico, in quanto costituiscono caratteri originari e bellissima cornice storica e ambientale del turismo balneare litoranea. Le capanne e le tettoie in oggetto, fatte in maniera semplice e spontanea di incannicciati di canne e di pali nudi, fanno della spiaggia di Renaione un elemento tipico ed unico dell'intera linea di costa del Comune perché la rusticità e semplicità dal sapore antico delle loro strutture ben si inseriscono nell'immagine incontaminata dell'oasi». Questo, insomma, il parere espresso dall'architetto Fiorella Ramacogi, che firmato il documento in questione con il soprintendente Agostino Bureca.

L’organo del Ministero, dopo sollecitazioni fatte in passato, «si appella agli organi amministrativi e quindi agli strumenti urbanistici affinché si dissuada e si vieti, specialmente sui lidi delle riserve naturali del territorio, la creazione di spiagge attrezzate come gli ordinari e moderni stabilimenti balneari con file intensive di ombrelloni colorati e strutture impattanti, magari prevedendo invece a servizio pubblico la possibilità di minime integrazioni di manufatti storici e rustici come le tettoie e le capanne antiche di sui si sta trattando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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