Il Tirreno

Dai sindaci stop all’Asl per ogni nuovo progetto

Dai sindaci stop all’Asl per ogni nuovo progetto

«Qualsiasi modifica organizzativa deve passare dal tavolo tecnico in Regione» Intanto da Firenze il governatore tace. Cup e liste d’attesa, prime risposte

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CECINA. E ora, che succede? In attesa che si istituisca il tavolo tecnico in Regione cosa cambierà all’ospedale di Cecina dal quale continuano a levarsi stringenti interrogativi sul futuro e allarmi - più o meno giustificati - su attività che rischiano il ridimensionamento?

Stop a nuovi progetti. Stefano Benedetti, sindaco di Cecina, spiega chiaramente che «fintanto che il tavolo non è istituito ogni nuova modifica organizzativa dei servizi non può essere attuata». Significa che i sindaci, almeno una cosa, l’hanno ottenuta dall’ultimo confronto con l’assessore regionale Scaramuccia: il congelamento di iniziative unilaterrali da parte dell’Asl sulla Bassa Val di Cecina. Vuol dire che, almeno finchè non verrà discusso a Firenze dal tavolo tecnico, anche il riassetto della cardiologia col monitoraggio dei pazienti attraverso il palmare è stoppato. Del resto si tratta di una soluzione - quella hi-tech- che non ha mai convinto molto i primi cittadini che piuttosto premono per una diversa organizzazione dell’area cardiologica da disporre tutta su un unico piano in modo da agevolare medici e personale sanitario. La soluzione comporterebbe dei lavori di adeguamento per i macchinari. C’è già un progetto che costerebbe circa 180mila euro, che l’Asl però sembra aver accantonato optando per il cablaggio dell’ospedale e l’attuazione di un monitoraggio dei letti dei «non acuti» e già «stabilizzati» attraverso dei piccoli computer tascabili attraverso i quali il cardiologo può controllare i parametri vitali del paziente.

Cup e liste d’attesa. Anche il Pd di Livorno e di Pisa è sceso in campo a sostegno dei sindaci del territorio con una nota in cui, ieri, i due segretari hanno voluto dare un segnale preciso di unità e compattezza. Rispondendo così a chi disegnava un Pd a due velocità: un andamento lento del fronte livornese (e piombinese) piuttosto in sintonia con le scelte di Monterotondo (direzione Asl). E’ uno più spedito della Bassa Val di Cecina da dove si preme perché Rossi dia quel segnale di discontinuità che non è arrivato. Intanto è arrivato il tavolo tecnico composto da Regione, comuni del territorio, Asl 6 e scuola Sant’Anna di Pisa. E’ sufficiente? «Dall’incontro con l’assessore Scaramuccia - dice Fabio Tinti, sindaco di Castagneto - siamo usciti con un impegno preciso. Siamo fiduciosì affinchè questo impegno venga mantenuto». «Quello che chiediamo - gli fa eco Benedetti - è che sia attribuito all’ospedale di Cecina un ruolo importante in un’ottica di rete e di Area Vasta. Per questo chiediamo di poter disporre, quanto prima, degli strumenti di programmazione: il contrratto di servio, ma anche il piano sanitario». E sul Cup il sindaco aggiunge: «Mi sembra che la strada intrapresa dall’Asl attraverso la diversificazione delle tipologie di prestazioni, gli accordi con Lottomatica e le farmacie per ticket e prenotazioni, ed il lavoro intrapreso coi medici di famiglia stia dando alcuni primi risultati. Al Cup non ci sono quelle file che c’erano alcune settimane fa». Quanto all’allarme per la chirurgia notturna, Benedetti replica: «Non mi risulta che l’Asl voglia eliminare le guardie chirurgiche la notte».

Il silenzio di Rossi. Intanto, mentre Rossi tace e del fatidico incontro richiesto dai sindaci non c’è notizia, a preoccupare gli operatori del nostro ospedale sono alcune scelte sul personale non sostituito che - secondo gli addetti ai lavori - rischiano di ridimensionare l’attività. Oltre alla già citata chirurgia, c’è la partenza di un ortopedico per Livorno che l’Asl 6 non avrebbe ancora rimpiazzato. I più preoccupati, in questo quadro, sembrano i sindaci dei comuni collinari che stanno lavorando ad un documento che potrebbe essere condiviso anche dalla minoranza politica. «Lo stiamo preparando - dice Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio e coordinatore del tavolo sulla sanità dell’Unione dei Colli Pisani. Diciamo chiaramente che servono investimenti sul personale per far funzionare bene il Cup e ridurre queste liste di attesa».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa