Sicurezza
Sel: «Solo un dissalatore può salvarci dalla siccità»
«La siccità che sta colpendo il nostro territorio sembra un campanello d’allarme ignorato delle istituzioni locali». È il pensiero che manifesta Sel attraverso le parole di Mario Baldeschi
ROSIGNANO. «La siccità che sta colpendo il nostro territorio sembra un campanello d’allarme ignorato delle istituzioni locali». È il pensiero che manifesta Sel attraverso le parole di Mario Baldeschi, coordinatore del partito nella Bassa Val di Cecina. Baldeschi, nel suo intervento, si collega anche agli ultimi articolo sul tema del Tirreno. «Se le notizie che tutti i giorni vengono riportate con preoccupazione di una siccità progressivamente crescente non avessero fatto scattare un qualche campanellino d'allarme tra i sottoscrittori istituzionali dell'accordo ponte per la crisi del salgemma sarebbe cosa grave. Perché - dice Baldeschi - non si tratti di una crisi episodica come nel 1946, ma conseguenza di alterazioni climatiche globali permanenti di cui è impossibile definire tempi e dimensioni salvo constatare gli effetti prodotti».
L’intervento di Sel sulla siccità prosegue. «Una situazione che, continuando questo trend negativo, può vanificare gli obbiettivi dell'accordo stesso perché se la soluzione per il salgemma è certa non lo è per l'acqua e se questa non c'è il salgemma non si estrae. Se non piove risulterebbero pure inservibili gli invasi, previsti peraltro per il 2014 o giù di lì, da riempire con le piene del Cecina (ma quali piene?). Ed allora si devono assetare i cittadini dell'Alta Val di Cecina? O si devono trovare soluzioni alternative al salgemma e all'acqua della Val di Cecina? E visto che queste esistono devono essere intraprese». Baldeschi indica quali sono. «In un mondo in cui la tecnologia ha fatto progressi enormi, anche in sostituzione dell'uomo, ci devono essere soluzioni anche per risolvere problematiche ambientali. Ed infatti queste esistono, peraltro già note, per ottenere, utilizzando acqua di mare, salamoia in qualità e quantità sufficiente a garantire la produzione di soda avendo il processo come risultante ingenti quantità di acqua potabile da immettere nella rete idrica pubblica per sopperire alle carenze di distribuzione che sicuramente si produrranno».
Per Sel la parola “magica” è: dissalatore. «La messa in opera di un dissalatore, potendo usufruire del vapore e dell'elettricità delle turbogas, è la sola soluzione certa per garantire le produzioni, l'occupazione e salvaguardare la Val di Cecina. Con le attuali soluzioni proposte si vive alla giornata senza prospettive certe sulla pelle dei lavoratori e cittadini. Si convincano i sindacati della realtà delle cose se veramente vogliono salvaguardare i posti di lavoro. Noi continueremo a sostenere questa tesi fino alla noia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
