Attenzione
Malattie da amianto, verso un consiglio comunale aperto
La proposta emersa durante l’ultimo incontro dell’Ona Bonanni: «Avanti con le cause che riguardano Solvay»
ROSIGNANO. C’è sempre più attenzione verso le malattie causate dal contatto con l’amianto. Lo testimonia la partecipazione all’ultimo incontro organizzato dall’Ona (l’ osservatorio nazionale amianto) a Rosignano. Incontro che si è svolto mercoledì scorso all'Arci le Pescine. Erano presenti oltre una sessantina di persone.
Spuntano nuovi casi. «Sono persone - dice l'avvocato Ezio Bonanni, presidente nazionale dell'Ona - per le quali ho già inoltrato causa, ma, come accade ad ogni incontro ci sono anche diversi casi nuovi. Mercoledì scorso circa venti persone hanno parlato con me per la prima volta». E la questione del presunto sommerso di lavoratori o ex lavoratori, malati o a rischio di ammalarsi per essere stati a contatto con l'amianto in ambiente lavorativo in particolare in Solvay, è stato tra i temi più dibattuti. «Molti - aggiunge Bonanni - sono anche i casi di persone già morte per le quali i familiari possono richiedere risarcimenti, ma molti ancora non lo sanno, magari perché alla visita medica non c'è stato il riconoscimento della patologia come asbesto-correlata».
L’Ona e l’Inail. Nel corso dell'assemblea Bonanni ha anche messo in evidenza che «negli archivi Ona ci sono circa 50 casi di patologia asbesto correlate tra i lavoratori ex Solvay e lavoratori Solvay di Rosignano, quasi tutti deceduti. L'Inail - prosegue - sta riconoscendo anche i casi di tumore al polmone (circa 15 tra i soli iscritti Ona). Ad oggi è giunto il riconoscimento di un solo caso di riconoscimento di adenocarcinoma. Ma L'Inail ha contattato l'associazione preannunciando che probabilmente ci saranno altri riconoscimenti».
La proposta. Tornado alla mancanza di scambio di comunicazione e conoscenza sul tema e sui diritti riscattabili legalmente sono stati significativi due interventi: quello della vicesindaco Lilia Benini, la quale ha assicurato «la disponibilità a l'attenzione dell'amministrazione su questo tema». Un proposito concreto è scaturito dall'intervento del consigliere della Sinistra Giacomo Luppichini durante un botta e risposta con Bonanni: la promessa «di portare - ha detto Luppichini - in consiglio comunale, insieme alle altre forze politiche, una mozione che impegni il sindaco e le cariche istituzionali a convocare un consiglio comunale aperto sul tema della contaminazione da amianto in ambito lavorativo e su come muoversi per far valere i diritti di tutti gli interessati». Un modo secondo Bonanni utile a far emergere il sommerso «dei tanti casi - afferma l'avvocato - di persone che possono rivendicare i loro diritti legittimamente».
Gli ultimi decessi. Durante l'incontro, l’avvocato ha anche aggiornato alcuni aspetti delle varie cause in corso affermando di avere fatto «denuncia alla procura di Livorno e alla procura generale di Firenze del documento già reso noto durante lo scorso incontro, che attesta l'utilizzo di amianto in Solvay nel 2000, e di un altro inedito, sempre svolto da Solvay e risalente al 2004, nel quale si attesta che in seguito all'analisi di una guarnizione si è rilevato una percentuale di amianto pari al 95%». Bonanni ha anche ricordato che dall'ultimo incontro di febbraio «sono deceduti altri due ex dipendenti Solvay che hanno lavorato a contatto con l'amianto».
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