Il Tirreno

Cuoco trovato morto nel cortile di un palazzo

di Alessandro De Gregorio
Cuoco trovato morto nel cortile di un palazzo

Per i carabinieri è precipitato dal tetto, ma c’è una strana ferita dietro la testa. Sul posto anche il magistrato, la salma trasferita a Pisa per l’autopsia

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ROSIGNANO. Lo hanno trovato steso in terra, immobile, in un cortile condominiale. Chi ha telefonato al 118 ha parlato di malore. Poi quel malore è diventato una caduta dall’alto, più o meno accidentale. La parola omicidio non è stata mai pronunciata, non con i giornalisti. E forse è davvero così. Ufficialmente quell’uomo «è precipitato dal tetto». Però ci sono ferite «non compatibili». C’è un foro dietro la testa. C’è un’autopsia da fare. E, tra chi indaga, c’è poca voglia di dare spiegazioni.

La vittima, questo è certo, si chiamava Massimo Fatticcioni, aveva 43 anni e abitava in via Pastrengo insieme ai genitori. Lavorava come cuoco all'Accademia navale di Livorno ed era molto conosciuto anche negli ambienti sportivi, avendo corso per tanti anni come ciclista per il Gruppo sportivo Rea. Cosa ci facesse ieri mattina sul lungomare Monte alla Rena, anzi sul tetto di un palazzo, è uno dei tanti misteri ancora da sciogliere.

Il corpo è stato trovato dietro il ristorante “La Banchisa” di Rosignano Solvay alle 12,30, o almeno questa è l’ora in cui è partita la telefonata al 118. Dal centralino del dipartimento di emergenza-urgenza è stata inviata un'ambulanza della Pubblica assistenza. Medico e volontari a quanto sappiamo hanno tentato anche di rianimare Fatticcioni, che evidentemente era ancora vivo. Ma per poco. Qualche istante dopo è spirato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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