Il Tirreno

Operazione ripascimento, un tormentone infinito

Operazione ripascimento, un tormentone infinito

Tanti proclami ma altrettanti ritardi e una serie di rinvii anno dopo anno L’ultima previsione: ad autunno il via ai lavori, nel 2014 la conclusione

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Quella del ripascimento è come la novella dello stento, che dura tanto tempo. Un tormentone che si trascina da anni, da quando l'allora sindaco Paolo Pacini parlò con entusiasmo di "progettone" per distinguerlo dai tanti interventi tampone che si limitavano a sistemare la spiaggia qua e là.

Negli anni, il mare di spiaggia se ne è divorata parecchia: venti-trenta metri nei punti più scavati dai marosi. File di ombrelloni sparite estate dopo estate. Soldi in meno nelle casse della Cecina che vive di turismo e commercio.

Ora il progetto esecutivo è pronto, almeno sulla carta. E' stato approvato lo scorso ottobre (e la Provincia a gennaio ha pubblicato i bandi per affidare i lavori), ma slitta te che slitto io il «progettone» non ha ancora visto la sua realizzazione pratica.

L'ultima previsione: ad autunno il via ai lavori, la conclusione nel 2014.

ll piano per il ripascimento fu approvato nel novembre 2009 e allora si parlò dell'autunno 2010 per l'apertura della gara e del febbraio 2011 per l'inizio dei lavori.

Non è stato così. I ritardi si sono accumulati in particolare tra gli uffici della Provincia, dove sembrava che il progetto esecutivo definitivo non dovesse più venire alla luce.

Nel marzo dell'anno scorso sembrava finita. Il sindaco Stefano Benedetti ipotizzò la gara entro giugno (2011), i cantieri entro autunno, la conclusione dei lavori entro il 2013.

Tutto è stato posticipato di un altro anno. Speriamo che sia l'ultimo rinvio.

E soprattutto speriamo che le opere previste, i 12 pennelli tra la foce del Fosso Mozzo e quella del fiume Cecina e la spiaggia delle Gorette, servano a mantenere i 500mila metri cubi di sabbia che verranno distribuiti sul litorale.

Ma speriamo anche che non lievitino i costi. All'inizio si parlò di cinque o sei milioni, ma non si tenne conto di molte voci e in particolare di quelle relative alla sabbia.

Si arrivò a ipotizzare una dozzina di milioni fra tutto. La Regione ne aveva disponibili sette. Altri quattro arrivarono i a fine 2010 grazie a un accordo di programma siglato tra Regione e ministero dell'ambiente. La Provincia mise sul tavolo un altro mezzo milione e così si raggiunse la cifra finale di 11,5 milioni: con i sette della Regione destinati a coprire i costi delle infrastrutture (i pennelli), gli altri 4,5 per l'acquisto della sabbia.

Acquisto immediato, in attesa di quella ottenuta dal dragaggio del porto e di quella eventualmente in arrivo dalle famose cave marine, i cinque giacimenti al largo della costa sui quali era in corso uno studio di cui non si è più saputo niente.

«Nuova spiaggia, nuova passeggiata, nuovo porto turistico, nuova cittadella della nautica: nel giro di pochi anni il fronte mare rilancerà la nostra città» disse Benedetti. Non specificò quando©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa