Il Tirreno

Chirurgia, sos personale stop alle guardie notturne

di Andrea Rocchi
Chirurgia, sos personale stop alle guardie notturne

E l’ortopedia perde un medico trasferito a Livorno e ancora non sostituito L’affare cardiologia? Riorganizzarla su un unico piano costava 180mila euro

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Se è vero che la Regione, a ogni vento di protesta, si affretta a dire che l’ospedale di Cecina non chiude e non sarà smantellato (lo ha detto l’assessore Scaramuccia ), è altrettanto vero che i segnali che arrivano da via Montanara non sono tranquillizzanti. Lasciamo perdere, per un attimo, il caos del Cup, le liste d’attesa, la riorganizzazione della cardiologia.

A preoccupare è lo stillicidio di prestazioni che vengono contenute, medici che non sono sostituiti, attività che subisce delle contrazioni. E un personale - come lamentano i sindacati - ridotto all’osso. Tanto da far sorgere l’interrogativo: «Semplici operazioni di conteminento della spesa o c’è dell’altro?» L’ultimo allarme arriva per la chirurgia.

Guardie notturne a rischio. Il problema è che, da un po’ di tempo a questa parte, a Cecina si fa quasi esclusivamente attività programmata. Eppure, con la nomina a direttore dell’unità operativa di Meucci, i progetti sembravano ben altri. Con l’attivazione di nuovi ambulatori. Invece si sta per assistere all’abolizione delle guardie chirurgiche notturne. In sostanza non si opererà più di notte nel nostro ospedale. Il motivo? Ancora una volta legato alla carenza del personale. In particolare, ultimamente, un medico è andato in aspettativa per sei mesi e non è stato sostituito. Così i numeri della chirurgia di Cecina, ridimensionata rispetto ai progetti non lontani nel tempo, si vanno pian piano assottigliando.

Ortopedia che zoppica. Un segnale importante, dopo che per tanti mesi la nostra ortopedia era stata retta da un primario «a scavalco» (il dottor Spinelli faceva il primario sia a Cecina che a Livorno), era arrivato dalla nomina del dottor Paolo Gabellieri.

L’attività è ripartita con una serie di impegni ma intanto - è notizia di questi giorni - un ortopedico ha chiesto il trasferimento all’ospedale di Livorno e non pare che verrà sostituito, come invece succedere per il medico che è andato via da Piombino. Ci saranno contraccolpi anche in Ortopedia?

L’affare cardiologia. Questo problema è conosciuto ed è l’oggetto dell’ultima feroce polemica tra sindaci e direzione dell’Asl 6. La nuova organizzazione per intensità di cure ha di fatto cancellato l’Utic (l’unità di terapia intensiva coronarica) con l’allestimento di un’area di alta intensità di cure dove ci sono 4 letti monitorati. I pazienti cardiopatici non acuti che non necessitano più di una terapia intensiva coi macchinari ma devono pur sempre essere tenuti sotto stretto controllo, vengono assegnati ad un’area di media intensità dove sono insieme medicina e cardiologia. E qui sorge il problema dei letti «non monitorati», che la direzione dell’Asl 6 ha pensato di risolvere attraverso dei palmari dai quali i medici controlleranno i parametri fisiologici del paziente. Per questo l’azienda ha già attivato il cablaggio dell’ospedale con una rete wi - fi. Eppure sia i sindacati che i sindaci, avanzando alcune riserve sull’operazione, avevano chiesto all’Asl di rivedere l’organizzazione dell’area riportando su un unico piano (il primo), l’ alta intensità di cura e la cardiologia lasciando al secondo piano - dove c’è la terapia intensiva - spazio per ambulatori e uffici. Progetto che avrebbe necessitato di lavori per i condotti dei gas utilizzati dai macchinari dell’intensiva e per cui si stimava un intervento di 180mila euro. Solo che l’Asl è andata avanti coi palmari attirandosi un fiume di polemiche.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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