Finanza
Ammanchi alla Coop, cassiera a processo
Smascherata da un’agenzia investigativa mentre armeggiava con gli scontrini La donna è accusata di essersi messa in tasca diecimila euro in quattro mesi
DONORATICO. Stando alle accuse, quei giochi di prestigio con soldi e scontrini le fruttarono almeno diecimila euro in soli quattro mesi. Claudia Del Carlo, 49 anni, ex cassiera della Coop di Donoratico, oggi in tribunale a Cecina verrà processata per furto aggravato.
La vicenda risale a due anni fa e venne alla luce quando il responsabile della sicurezza del supermercato di via Di Vittorio, Stefano Calabrò, si accorse di numerosi ammanchi di merce. All'inizio si pensò che fosse opera di ladri, poi però (quando arrivarono alcune segnalazioni di clienti) i sospetti si concentrarono sulle casse e in particolare su una cassiera. A quanto pare alcuni scontrini emessi dalla cassa numero 1, dove lavorava la Del Carlo, contenevano indicazioni parziali delle merci acquistate. Calabrò si rivolse a un’agenzia investigativa, la Silpres, che effettuò un primo sopralluogo sul campo il 4 marzo inviando alla Coop tre finti clienti. Seguirono altri controlli durante i quali emerse che l'imputata produceva scontrini fiscali con correzioni o storni oppure non li emetteva proprio.
A giugno entrarono in azione anche i carabinieri, che misero sotto osservazione la cassiera utilizzando anche l'impianto di videosorveglianza. In una stessa giornata (il 4 giugno) la donna fu filmata mentre armeggiava con soldi e scontrini, metteva le banconote un po' dentro la cassa e un po' sotto il vano, teneva alcuni scontrini sotto il Pos e li distribuiva tra i clienti in modo da assicurarsi soldi“al nero”. Alla fine prelevava quei soldi e se li infilava in un taschino del camice. Stesse scene il giorno dopo. Finché il 23 giugno, a fine turno, fu perquisita: nel taschino aveva una cinquantina di euro. Secondo le indagini, coordinate dal sostituto Massimo Mannucci, la donna in media riusciva a mettersi in tasca cento euro al giorno. Moltiplicato per quattro mesi, l'ammanco fu stimato in diecimila euro.
Nel luglio 2010, su richiesta del pm, il gip Gianmarco Marinai dispose nei confronti della donna la misura cautelare dell'obbligo di firma dai carabinieri. Misura che poi cessò dopo tre mesi. Del Carlo fu quindi rinviata a giudizio per essersi messa in tasca somme sottratte «dall'incasso della vendita di merce del supermercato sia non contabilizzando nel registratore di cassa parte della merce della spesa, sia indebitamente effettuando correzioni e storni in diminuzione sugli scontrini fiscali, sia omettendo talora di emettere lo scontrino fiscale, sia emettendo scontrini in bianco alterando la procedura di stampa dello scontrino». Furto aggravato dall'aver commesso il fatto con abuso di prestazione d'opera, con destrezza e con mezzi fraudolenti.
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