La protesta
Dalle associazioni di categoria un appello a rinviare la tassa
ROSIGNANO. Gli ultimi dati ufficiali sul turismo balneare in possesso delle associazioni di categoria sono da brividi freddi: un 20% in meno di presenze rispetto allo scorso anno; e per le prossime...
ROSIGNANO. Gli ultimi dati ufficiali sul turismo balneare in possesso delle associazioni di categoria sono da brividi freddi: un 20% in meno di presenze rispetto allo scorso anno; e per le prossime vacanze di Pasqua poche o nulle le prenotazioni negli alberghi del territorio. E' anche per questo che Confesercenti, Confcommercio, Unione Albergatori tornano a ribadire la necessità di rinviare al prossimo anno la tassa di soggiorno. Per questo, ma non solo. I rappresentanti di categoria puntano il dito sulla mancanza di omogeneità nelle scelte che ha portato molti comuni della Provincia a decidere per proprio conto. Lo dicono chiaro e tondo Umberto Chisci presidente cecinese della Confesercenti nonché albergatore, Paolo Biasci referente per la bassa val di Cecina della Confesercenti, Domenico Chiste della Confcommercio e Giovanni Guidi presidente rosignanese della Confcommercio nonché dell'Unione Albergatori che insieme ad Antonia Pizzi ed Enrico Colombaioni consiglieri Unione si sono riuniti ieri pomeriggio per fare il punto della situazione. «Eravamo partiti assieme ai vari sindaci della provincia per effettuare un percorso comune; poi alcuni Comuni si sono staccati e siamo stati convocati solo dalle amministrazioni di Cecina, Rosignano Marittimo e Bibbona. In provincia non c'è unità di intenti né sulla tariffa da applicare né sul periodo. All'isola d'Elba, ad esempio, la tassa di soggiorno non verrà messa. Il nostro regolamento - continuano - non ancora approvato, parla di 50 centesimi a stella per persona, tariffe più basse si trovano invece a Bibbona (da una a due stelle 0,50 centesimi a persona, un euro per un albergo a tre stelle massimo un euro e 50 per strutture a quattro o cinque stelle)».
I referenti delle associazioni puntano il dito anche sul fatto che l'introduzione arriverebbe troppo tardi «soprattutto - ha detto Chisci - per le prenotazioni che arrivano dall'estero. E comunque anche per quanto riguarda le poche giunte dal nostro Paese, non abbiamo comunicato la tariffa sulla tassa di soggiorno. Alla fine per non gravare sui clienti, saremo costretti a pagarla noi».
Un giudizio negativo anche sul merito di questa tassa: «Respingiamo - dicono le associzioni di categoria - chi ci dice che si tratta semplicemente del costo di un caffè; questa tassa arriva in un momento drammatico dove le famiglie debbono fare i conti con l'Imu, la benzina che aumenta di giorno in giorno, l'Iva, l'Irpef, la Tarsu e così via».
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