Il Tirreno

Solvay e quella scelta compiuta cento anni fa

di Alessandro Bientinesi
Solvay e quella scelta compiuta cento anni fa

In occasione del centenario dello stabilimento, lo storico Ilio Nencini ripercorre le tappe che portarono alla decisione di investire a Rosignano

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ROSIGNANO. L'anno della scelta fu il 1912, anche se i lavori di costruzione dello stabilimento iniziarono un anno più tardi. E fu proprio una scelta, che forse accese la rivalità tra le due città, quella che vide la società Solvay preferire, dopo mesi di attenta valutazione, Rosignano a Cecina come luogo ideale per la costruzione della nuova fabbrica. Cento anni fa, esattamente poco prima della tragedia del Titanic, Rosignano e Solvay si scelsero: una decisione che cambiò per sempre l'assetto (urbano ma anche sociale e politico) di tutto il territorio locale.

Cecina e la fabbrica Solvay. «Cecina fu a quel tempo - spiega lo storico del territorio Ilio Nencini - tra le probabili ipotesi perché l'amministrazione comunale voleva un forte rilancio industriale. Lo zuccherificio, dopo un primo tentativo di apertura, nel 1905 era stato chiuso e anche la storica fabbrica Magona non ancora riavviata. Insomma, l'industria non si era ancora affermata sul territorio». Come dimostrano le ricerche dello stesso Nencini all'archivio storico comunale di Cecina, il Comune lavorò attivamente su due progetti. Uno in particolare prevedeva di trasformare l'antica borgata di Marina in un villaggio di case operarie. Il Comune acquisì i terreni abbandonati dalle esercitazioni militari e fu presentata domanda di acquisto anche della caserma alla foce del fiume. Cecina aveva tutto: il mare, il salgemma, il fiume e nel 1910 era stata costruita la rete ferroviaria costiera.

La scelta di "Paese Novo". «La scelta definitiva della società Solvay fu, però, diversa - spiega ancora Nencini che, nelle sue ricerche, si è basato anche sul libro "Sale e pietra" del 1993 di Giampiero Celati e Leo Gattini - esprimeva un nuovo disegno di modello urbano di stampo europeo. Quello, cioè, di collegare, tramite un sistema di parchi, il lavoro della fabbrica, le abitazioni dei dipendenti, la cultura con la scuola e il teatro, il tempo libero con il campo sportivo, l'ospedale, il dispensario di viveri, la stazione ferroviaria». In altre parole Solvay vide, in quella valle dove volavano le allodole, la possibilità di costruire (da zero) non solo una fabbrica, ma una città intorno e dentro ad essa.

I primi contratti di acquisto. Fatta la scelta, la società Solvay nel luglio del 1912 iniziò ad acquisire i terreni per la costruzione della fabbrica. Il 3 ottobre di quell'anno Colombo Conforti iniziò a scavare le fondamenta della trattoria "Paese Novo" e il Comune, come si legge in una comunicazione del sindaco Alberto Baracchini, mise il suo sigillo definitivo sull'insediamento industriale a ovest del fiume Fine. Nell'aprile 1913 iniziarono i lavori.

Tre anniversari in due anni. Nel 2012, dunque, ricorrono i cento anni dalla "venuta" della Solvay a Rosignano, senza dimenticare il trentennale, già celebrato, della visita di Giovanni Paolo II allo stabilimento. Il prossimo anno, poi, altra importante scadenza con il centocinquantesimo anniversario dalla costituzione della società Solvay. Già nel 1938, proprio a Rosignano, fu celebrato l'anniversario con una sorta di annuario, regalato a tutti i 2546 dipendenti Solvay, tra dirigenti, amministrativi, addetti al servizio sodiera, caustificazione, costruzione impianti e servizi esterni. In una di queste foto, come segnalato da Nencini, anche il futuro sindaco Leno Carmignoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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