Ricatto dalla cella: «Mantenetemi in carcere o vi rovino»
Scrive dalle Sughere e tenta di ricattare una delle famiglie più in vista di Bolgheri per alcune forniture di eroina
BOLGHERI. Quando lei e il fidanzato finirono in carcere s'interruppe il flusso di denaro proveniente sia dalle rapine che da un'altra attività, quella dello spaccio. Così lei ebbe una pensata: si ricordò di avere tra i propri clienti una persona ricchissima. E dalle sbarre minacciò la sua famiglia, una delle più in vista e facoltose di Bolgheri: «O mi mantenete in carcere o vi rovino la reputazione». È finita male, ma solo per lei: ora deve rispondere anche di spaccio e di tentata estorsione.
La protagonista è una cecinese di 49 anni, Simona Nuti. Insieme a quello che poi alle Sughere è diventato suo marito, il 16 aprile dello scorso anno Nuti rapinò la farmacia dell'ex sindaco di Fauglia. Un bottino misero, 500 euro, che non ebbe neanche il tempo di spendere perché l'indomani i carabinieri arrestarono tutti e due sulla base dei riscontri filmati.
In carcere, Nuti si ricordò di avere un discorso aperto con una sua cliente speciale, una donna molto ricca alla quale l’anno prima aveva venduto diverse dosi di eroina. Nel capo di imputazione si legge di una fornitura di 6-7 grammi alla settimana, dal marzo all'agosto 2010. Eroina che la sua acquirente (della quale non facciamo il nome perché siamo nell'ambito di dati sensibili per quanto riguarda la droga ed è la presunta vittima della tentata estorsione) non si iniettava in vena, ma sniffava. Droga che, sempre secondo le accuse, la Nuti le portava direttamente a domicilio, a Bolgheri. Di quel vizietto ora la presunta spacciatrice ne chiedeva il conto.
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