Il Tirreno

Articolo 18, si sciopera

di Mario Moscadelli

Le Rsu del parco industriale contro la riforma. Venerdì assemblea al teatro

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ROSIGNANO. Sciopero e assemblea generale al teatro Solvay. Ma, come spiegano i sindacati, «questo è solo l'antipasto». Anche nel parco industriale scatta la rivolta contro le modifiche all'articolo 18 che il governo vuole applicare. Modifiche duramente contestate non solo dalla Cgil, ma anche dalle altre sigle. Sicuramente è così a Rosignano, dove il fronte sindacalista della fabbrica ha deciso di muoversi compatto.

Sciopero e assemblea. E così al termine di una riunione tra le varie sigle, le Rsu Solvay, Ineos e delle ditte appaltatrici hanno deciso di promuovere uno sciopero per venerdì prossimo. Sciopero che avverrà con queste modalità: giornalieri dalle 10 alle 12, turni avvicendati dalle 10 alle 14, ditte parco industriale Solvay dalle 10 alle 12. Nella stessa giornata è stata proclamata un’assemblea generale, che si svolgerà dalle 10 alle 12 al teatro Solvay. E si annuncia un nuovo pienone, vista la delicatezza del tema discusso che tra l’altro s’inserisce in un momento altrettanto delicato per la fabbrica stessa. Al tavolo ci saranno tutti i rappresentanti delle sigle presenti nel parco industriale, oltre a Franco Martini esponente nazionale della Cgil (Filcams).

«È solo l’antipasto». Ma quanto organizzato per dopodomani è solo un assaggio di quanto i sindacati hanno intenzione di mettere in piedi a difesa del lavoro. «È solo un antipasto - dice Stefano Santini, Rsu Ineos - perché come abbiamo scritto nel volantino si apre una grande battaglia e una grande sfida nel paese. E il fatto che i lavoratori del parco industriale si sono dimostrati compatti è per noi sindacati una spinta a portare avanti iniziative anche straordinarie». Santini non le anticipa, ma non si escludono ad esempio dei blocchi stradali come già avvenuto in altre città della Toscana. «Saremo protagonisti di una serie di manifestazioni anche originali, ma sempre nel rispetto della legge. Qui non c’è da esagerare, ma solo da portare avanti una lotta per impedire una modifica all’articolo 18 che mette nelle mani dell’aziende, soprattutto delle multinazionali, un’arma letale per poter licenziare».

Le motivazioni. Santini descrive il clima che si respira in fabbrica. «La riforma sull’articolo 18 - dice il sindacalista della Cgil - ha aumentato la preoccupazione all’interno dello stabilimento. Inoltre, i lavoratori sono molto arrabbiati per almeno due motivi. Primo: quella voluta dal ministro Fornero è solo una riforma ideologica. Riforma tra l’altro messa in dubbio dallo stesso neopresidente di Confindustria, che ha spiegato che non è l’articolo 18 il problema del lavoro. Secondo: il governo sta premendo fiscalmente solo sugli operai, mentre sulle liberalizzazioni, ad esempio, appena i poteri forti hanno alzato la voce ha subito fatto marcia indietro». Santini spiega cosa potrebbe accadere, ad esempio, in una multinazionale se la riforma dovesse essere approvata. «Non voglio fare nomi - dice - ma sulla base di quanto deciso dalla Fornero, una multinazionale con più sedi e magari con buoni fatturati può chiedere di licenziare dei lavoratori se una della sue filiali va male. Certo, deve pagare una serie di mensilità come indennizzo ma non sarebbe certo un problema per aziende del genere». Santini non dice che potrebbe essere il caso di Solvay o di Ineos, ma non è da escludere. «La Cgil - conclude - non ci sta e porterà avanti una lotta dura e lunga per difendere il lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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