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La commissione a Pontedera: qui l’intensità di cura funziona

di Rino Bucci

CECINA. I componenti della commissione speciale sull'ospedale si erano autosospesi dopo l'incontro-scontro con il direttore sanitario dell'Asl, Luca Lavazza. Ma ormai l'impegno era preso e, ieri,...

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CECINA. I componenti della commissione speciale sull'ospedale si erano autosospesi dopo l'incontro-scontro con il direttore sanitario dell'Asl, Luca Lavazza. Ma ormai l'impegno era preso e, ieri, anche se da "singoli consiglieri comunali" gli ex componenti del gruppo hanno visitato "l'ospedale dei sogni".

Un viaggio verso Pontedera dove la struttura sanitaria è stata riorganizzata per intensità di cure seguendo quel percorso di condivisione che ancora non si è visto a Cecina.

«Dal momento che Lavazza ci ha invitato a non occuparci di contenuti tecnico-sanitari - ironizza Giuseppe Antonio Costantino, presidente del consiglio comunale - abbiamo deciso accrescere le nostre conoscenze. E l'incontro è stato molto positivo».

Insieme a Costantino, c'erano i consiglieri Verani, Castellacci, Rindi, Musotto, Gentili, Grosso. E poi si è unito anche il sindaco, in arrivo da Firenze dopo l'incontro sull'ospedale. A scortare i nostri politici sono stati i Monica Calamai e Luca Lavazza della Valdera, ovvero il direttore generale Rocco Damone e quello sanitario Simona Dei.

«Ci hanno mostrato il loro ospedale - dice Costantino - una struttura simile alla nostra ma organizzata seguendo un percorso condiviso tra direzione, medici e territorio. A Pontedera, in un unico piano (quello terra, ndr) trovano spazio tutti i letti monitorati, l'Utic, l'intensiva, la sub-intensiva e il pronto soccorso. Mentre al primo piano ci sono la medicina e la chirurgia».

Un piano organizzativo agli antipodi rispetto a quello cecinese dove i letti della cardiologia e quelli monitorati sono previsti a piani differenti.

I consiglieri comunali e il sindaco sono stati invitati a visitare l'ospedale di Pontedera dagli esperti del laboratorio Mes del Sant'Anna, lo stesso che valuta le performance delle Asl toscane.

«Sebbene la struttura abbracci un bacino di 120mila utenti, a differenza del nostro che ne riceve 80mila, - spiega Costantino - gli ospedali sono simili, anche perché in estate la Bassa val di Cecina raddoppia la sua popolazione. Ciò che ci ha più colpito è la disponibilità e l'apertura dell'azienda sanitaria verso le richieste. E la condivisione di un percorso che dal 2005 ad oggi ha portato ottimi risultati»

« Gli stessi che speriamo di poter vedere da noi. Anche per questo motivo abbiamo chiesto l'intervento di Enrico Rossi. Ad oggi, non ci sono state risposte chiare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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