Il dolore
«Tinti e Musotto, un po’ di serietà...»
Meini (Pd) replica agli esponenti Fli che hanno chiesto le dimissioni di Benedetti
CECINA. «Chiedere le dimissioni del sindaco sta diventando una pratica diffusa nelle file dell'opposizione e in particolare del Fli». Alessandra Meini (Pd) prende le difese di Benedetti: « Prima Tinti, e non si capisce se per conto del comitato o del partito, poi Musotto, che parla di documenti disattesi e di ultimatum, addirittura temporali, e se il sindaco non risolve la situazione dell'ospedale, via, si va a casa. Ma vi siete contati? Sapete qual è la vostra cifra elettorale? Musotto dovrebbe sapere che per chiedere le dimissioni del sindaco ci vuole consistenza politica e numerica. Vorrei ricordare a Musotto che non può sapere qual è il suo seguito politico, in quanto è stato eletto in una lista civica e poi è confluito in un nuovo partito che non ha avuto la legittimazione elettorale. E visto che sembra voler alzare i toni, perché non rende noto il suo impegno sul tema dell'ospedale come presidente della quarta commissione? Il lavoro da lui condotto è stato veramente ridotto, la commissione è stata convocata poche volte, la partecipazione personale di Musotto è stata praticamente nulla (si può controllare dai verbali) e ora si sveglia e vuole convocare la Calamai. Un po' di serietà! E soprattutto smettete di fare propaganda politica sul tema della sanità».
«Il sindaco - ricorda Meini - appoggiato da tutto il Pd, ha sintetizzato una serie di richieste consistenti nella nomina del primario di ginecologia, nel riportare a tempo pieno il primario di ortopedia, l'acquisizione della nuova tac, l'incremento del personale agli sportelli Cup. Alcuni punti hanno trovato esito positivo, altri come i letti monitorati della cardiologia sono attualmente oggetto di discussione con l'Asl. E su questo punto come su quelli precedenti, non ci saranno retrocessioni, ma il sindaco condurrà questa battaglia fino in fondo con determinazione».
« Questo - conclude Meini - è un momento nel quale occorrerebbe unità e compattezza di tutti, invece alcuni come Musotto e Tinti, per meri interessi partitici, giocano a dividere la cittadinanza».
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