Il dolore
I sindaci si coalizzano contro l’Asl
Alla vigilia dell’incontro con l’assessore regionale convocato un summit col Pd delle province di Livorno e Pisa
CECINA. Il braccio di ferro sull’ospedale di Cecina rischia di spaccare il Pd. Riproponendo in scala locale - e regionale - quello che sta succedendo sull’articolo 18 a livello nazionale. Intorno alla sanità, o meglio ai tagli alla sanità, si sta consumando infatti una battaglia trasversale e spesso bipartisan, che in tempi di crisi e dolorosi ridimensionamenti diventa scontro territoriale.
La rottura tra i sindaci della Bassa Val di Cecina e la dirigenza dell’Asl 6 è arrivata al capolinea. I sindaci hanno detto no a qualsiasi tentativo di mediazione diretta, chiedendo l’intervento del governatore Enrico Rossi. É lui il nostro interlocutore, hanno ribadito dopo l’incidente diplomatico con il direttore sanitario Lavazza, che in una commissione sulla riorganizzazione dell’ospedale ha risposto senza mezzi termini: pensate al traffico, alla sanità ci pensiamo noi tecnici.
Ma Rossi ha preso tempo. Una pausa di riflessione che di fatto ha ridato fiato alla posizione del Pd livornese filo-Calamai. Così i sindaci della Bassa Val di Cecina, all’80 per cento Pd, si sono ritrovati soli. Del resto la rottura con la direttrice generale di Monterotondo è una peculiarità cecinese. Le altre aree di competenza dell’azienda, Livorno-Collesalvetti a nord, Piombino-Elba a sud, hanno confermato invece il loro gradimento alla manager.
Domani sera l’assessore regionale Daniela Scaramuccia sarà a Rosignano per presentare il Piano sanitario della Regione Toscana, e prima dovrebbe incontrare i sindaci. Ma i primi cittadini non ci stanno. E, per rafforzare la loro scomoda posizione, hanno chiamato in causa le federazioni del Pd di due province: Livorno e Pisa. Così, alla vigilia del tour conciliatorio della Scaramuccia, hanno convocato una riunione operativa con i segreteri delle due federazioni, il cecinese Samuele Lippi per Livorno e Francesco Nocchi per Pisa, insieme al consigliere regionale Marco Ruggeri. L’ex segretario della federazione livornese ha già fatto da pompiere sulla polemica delle file al Cup dell’ospedale, sulle quali la Calamai è scesa a più miti consigli rafforzando il personale agli sportelli.
L’obiettivo dei sindaci ora è quello di convincere il governatore Rossi ad intervenire direttamente. Portando dalla loro anche il Pd livornese. Non a caso i più agguerriti sono i primi cittadini delle colline pisane, che hanno costituito una loro commissione sanità all’interno dell’Unione comunale. Obiettivo non dichiarato: la testa della Calamai, di cui hanno chiesto anche se non ufficialmente le dimissioni.
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