Il Tirreno

Ospedale e Calamai: ultimatum di Fli al sindaco Benedetti

di Rino Bucci

Musotto: «Risolva in un mese o chiederemo le dimissioni» Su Lavazza: «Non vogliamo parlare con i ragazzi di bottega»

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CECINA. È tempo di ultimatum. Dopo l'aut aut dei sindaci al direttore generale Asl, Monica Calamai, arriva la fiducia a tempo al sindaco Stefano Benedetti. A lanciare l'anatema è Fli. «Ha un mese - dice il consigliere Francesco Musotto - per riportare in carreggiata il confronto sull'ospedale. Altrimenti ne chiederemo le dimissioni».

Pasticcio cardiologia. A tenere banco è la disposizione dei letti nel reparto di cardiologia. Secondo il progetto aziendale dovranno essere separati da quelli monitorati. «E' da un anno - dice Musotto - che parliamo degli stravolgimenti nell'ospedale. Ora, dopo tutto questo tempo, si svegliano i sindaci. Dicono che vogliono sfiduciare la direttrice ma è tutto fumo negli occhi». Musotto rincara anche la dose: «Benedetti ha disatteso due atti politici importanti. Si tratta di una mozione (presentata da Fli il 14 novembre 2011, ndr) e votata all'unanimità in consiglio. Un documento in cui veniva impegnato a sollecitare la direzione Asl a risolvere una serie di situazioni delicate, tra cui la riorganizzazione della cardiologia. Non solo, ha anche disatteso un ordine del giorno (sempre del 14 novembre 2011, ndr) che lo vincolava a vigilare sulla rivoluzione nel reparto. Non ha fatto niente. Da uomo, apprezzo solo il suo sfogo davanti al direttore sanitario Luca Lavazza. Ma penso sia stato dettato dall'indignazione per le offese ricevute».

Il documento mancante. Fli chiede anche il documento (firmato il 27 dicembre 2011) in cui - in sede di conferenza dei sindaci livornesi - è stata sospesa la fiducia a Calamai. «Sulla veridicità di questa decisione - dice Musotto - ho molti dubbi. Ci risulta che i nostri amministratori non si siano presentati alla riunione ma abbiano inviato un fax con una sorta di valutazione. A seguito dell'incontro però la direttrice è stata confermata per tre anni. Se avevano dei dubbi la dovevano sfiduciare in quel momento. Oggi è tardi, non c'è più potere contrattuale. La verità è che nessuno all'interno del Pd vuole mettersi contro il governatore Rossi. Troppo rischioso».

La commissione. Anche se i membri della commissione speciale sulla sanità si sono autosospesi dopo l'incontro del 15 marzo scorso (fu il giorno del «non vengo se ci sono gli striscioni» e della scoperta di una cardiologia rivoluzionata) domani saranno in visita a Pontedera. «Lo faremo da consiglieri - dice Musotto - e non da membri di una commissione». Si ritroveranno nella città di Enrico Rossi per visitare l'ospedale. La struttura è stata riorganizzata per intensità di cure - come sta avvenendo a Cecina - ma con criteri diversi. Lì i letti della cardiologia e quelli monitorati sono allo stesso piano. L'ospedale è ritenuto dagli studiosi del Sant'Anna un modello da seguire.

«Inoltre - chiude il consigliere di Fli - come presidente della quarta commissione ho intenzione di convocare entro un mese un incontro. Intendo invitare anche Calamai e garantisco, per il mio gruppo politico, che non ci saranno contestazioni. Una premessa: l'invito è rivolto alla direttrice generale, a colei che ha i titoli per decidere sul futuro dell'ospedale. Non vogliamo parlare con i ragazzi di bottega». La stoccata al direttore sanitario, Luca Lavazza, è servita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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