Il dolore
Gozi: l’Europa riparta dai diritti civili
CECINA. Lo hanno presentato nella sede del bociodromo Alessandra Meini, segretaria comunale Pd, e Luna Biondo che coordina il circolo di Marina. Il deputato Sandro Gozi, uno dei quarantenni...
CECINA. Lo hanno presentato nella sede del bociodromo Alessandra Meini, segretaria comunale Pd, e Luna Biondo che coordina il circolo di Marina. Il deputato Sandro Gozi, uno dei quarantenni emergenti nel partito democratico a livello nazionale, ha aperto un suo giro nella base del popolo Pd qui in una delle sedi della provincia livornese. Oggetto del suo dibattito: l’Europa. Gozi difatti dopo aver lavorato nella squadra di Prodi quando era al vertice della Commissione ha continuato col presidente Barroso ed è dunque il responsabile nazionale del Pd sui temi di caratura europea.
Fungeva da moderatore del dibattito Carlo Rotelli che lo ha da subito portato a discutere, dopo l’esordio di Meini sul tema dell’etica in politica, sulla questione europea: serve l’Europa in tempi di crisi recessiva o costituisce un freno?
«L’Europa non cominica con i trattari economici — ha risposto Gozi — l’Europa comincia con Auschvitz. Da quella tragedia si parte per porre le basi di una convivenza tra Stati che superi progressivamente barriere e confini». Furono quelle “frontiere” a produrre i guasti di allora, replicati poi anche recentemente nell’est europeo dove non c’era l’Unione. Le basi etiche e ideali di una nuova convivenza con l’Unione: bene da salvaguardare «l’accordo a suo tempo sull’euro che non è in crisi, in crisi sono i debiti sovrani di Stati (in primis il nostro Stato) i quali rivelano una incapacità a governare insieme».
Ma Gozi ha spaziato anche sulla situazione attuale col governo Monti. «Si chiude un ciclo politico con Monti — ha precisato — si chiude cioè un ventennio fallimentare. Ne dovrà prendere atto il centro-destra, ma anche il centro sinistra». Si apre una stagione nuova in cui per esempio il tema dei diritti civili sanciti dalla carta europea, ma che sono presenti anche nella nostra Costituzione, sarà decisivo per le sorti di chi vuol convivere con le democrazie dell’Unione. «Non riconoscendo i diritti delle coppie — ha detto Gozi — di fatto ostacoliamo la libera circolazione dei cittadini. Siamo dunque nella illegalità e la sentenza recente della Cassazione sulle coppie gay ha almeno tamponato un vulnus alla legalità europea».
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