Il Tirreno

Stangata in vista sulle seconde case sfitte

di Rino Bucci
Stangata in vista sulle seconde case sfitte

Il Comune porterà l’Imu al 10,6 per mille. Benedetti: «Tra tagli e patto di stabilità non ce la facciamo più»

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CECINA. Nonostante il bilancio di previsione per il 2012 rimanga per molti versi un'incognita, si stanno delineando le linee guida che dovranno tracciare l'orizzonte tributario nel Comune di Cecina.

Martedì pomeriggio, mentre la commissione sulla sanità si stava autosospendendo, il sindaco Stefano Benedetti e gli assessori Enrico Pieraccini e Monica Mansani incontravano le associazioni sindacali (Cna, Confesercenti, Confcommercio, Cia, Coldiretti) per fare il punto sul bilancio dell'amministrazione.

Tra i temi affrontati l'introduzione dell'Imu e della tassa di soggiorno. Due imposte legate tra loro e da cui dipende lo stato di salute finanziario dell'ente.

Per quanto riguarda l’Imu sale l'aliquota. In cassa c'è sempre meno, da Roma i soldi arrivano con il contagocce. E gli investimenti sono bloccati dal patto di stabilità. In una lettera al presidente del consiglio, Mario Monti, il sindaco ne aveva chiesto quantomeno l'alleggerimento. Non c'è stata risposta.

«I nostri tecnici - dice Benedetti - hanno calcolato che nel 2012 tra l'ultima manovra del governo Berlusconi e gli interventi apportati da Monti verranno a mancare un milione e 600mila euro. Contiamo di riuscire a coprire 500mila euro con i tagli alla spesa, con la lotta all'evasione e opere di razionalizzazione. Da tempo non abbiamo consulenti, mutui, le assunzioni. Non c'è neanche più un autista a tempo pieno. Ma non ce la faremo. Servono altri interventi».

Il primo sarà un ritocco - verso l'alto - sulle aliquote dell'Imu.

«La volontà dell'amministrazione - spiega il sindaco - è di non toccare l'aliquota sulla prima casa». Aliquota che dovrebbe rimanere al 4 per mille. Si chiederà invece qualcosa di più a chi ha una seconda casa vuota. In questo caso, i tecnici comunali spingerebbero per portare l'aliquota base dal 7,6 per mille al 10,6 per mille (il rialzo massimo applicabile). «Mentre nelle seconde case affittate e negli immobili legati ad attività produttive - continua il primo cittadino - l'aliquota dovrebbe rimanere al 7,6».

L'Imu non si farà sentire solo sui contribuenti ma peserà anche sulle spalle del Comune.

«Solo la metà delle entrate - dice Benedetti - arriverà nelle casse comunali - e il paradosso è che l'amministrazione stessa dovrà pagare per le case popolari di proprietà (l'aliquota al 7,6). Da una parte siamo chiamati a rispondere all'emergenza abitativa e dall'altra sborsare cifre fondamentali per il funzionamento dell'ente». Questo scherzetto dovrebbe costare al Comune qualcosa come 250-300mila euro. «Sulla questione c'è un tavolo aperto a Roma - dice Benedetti - speriamo che vengano ascoltate le nostre rimostranze».

Se al Comune toccasse pagare l'Imu sulle case popolari verrebbe preso in considerazione anche il ritocco al rialzo dell'aliquota sulle prime case.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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