Sicurezza
Materna chiusa genitori in guerra con il Comune
Striscione e lettera a carabinieri del Noe e Arpat E per colpa dei wc niente trasferimento all’elementare
ROSIGNANO. I genitori della scuola materna di Nibbiaia, chiusa da lunedì scorso dopo l’allarme amianto e crepe, hanno dichiarato guerra al Comune. Dopo l’esposto ai vigili del fuoco, le famiglie degli alunni presenti nella struttura hanno piazzato uno striscione polemico e hanno scritto una lettera ai carabinieri del Noe, al ministero dell’Ambiente e all’Arpat regionale. In sostanza si chiede di far luce soprattutto sul ritrovamento dell’amianto nel giardino della scuola, che ospita una cinquantina di alunni ora in vacanza forzata in vista del trasferimento nell’ex istituto parrocchiale a Gabbro. Trasferimento che, da quanto emerge da Palazzo civico, ha avuto un primo ok dell’Asl e che avverrà dopo Pasqua.
La rabbia dei genitori. Nella lettera in questione, i genitori ripercorrono le tappe della vicenda, culminata appunto con la decisione da parte dell’amministrazione comunale di chiudere precauzionalmente la scuola. «Ad oggi - si legge nella lettera - non sappiano quando verrà aperta la nuova struttura. Noi tutti chiediamo in qualità di cittadini ma soprattutto di genitori, come nostro diritto, di sapere come mai l’amianto era presente sia nel giardino della scuola che nella parte esterna. Chiediamo di sapere come mai il Comune davanti ad una situazione del genere non ci ha informati nei giorni successivi al ritrovamento del materiale sospetto». La lettera si chiude così: «Si chiede inoltre se tutte le azioni intraprese dall’amministrazione comunale rispettino le procedure per il ritrovamento e lo smaltimento di amianto. E, cosa ancora più importante, se i nostri bambini siano entrato in contatto con materiale nocivo per la loro salute in tutti questi anni di frequenza». Questi i passaggi più importante del documento, a cui si unisce poi lo striscione appeso l’altro giorno davanti la scuola. Striscione chiaramente polemico verso il Comune. E oltre alle criticità legate all’edificio, ci sono altri aspetti che le famiglie intendono far presente. Aspetti che fanno rima con disagi. «Il disagio per i nostri bambini - dice Antonella Franchi, uno dei genitori - che vogliono andare a scuola e stare con i loro coetanei, il disagio per le famiglie in alcuni casi non attrezzate per i loro figli a casa la mattina».
Il caso dei wc. Il Comune, nell’ottica del trasferimento, aveva preso in considerazione anche l’utilizzo della scuola elementare di Gabbro. «Ma ci sarebbero state molto difficoltà - dice l’assessore Ciaffone - a partire dal fatto che avremmo potuto trasferire qui solo una classe». Come spiegano i genitori, poi, ci sarebbero stati da mettere a norma ad esempio i wc dei bagni, perché quelli delle materne sono più bassi.
Il Comune si difende. «Ho deciso di chiudere la scuola perché il clima che si è creato con i genitori non permetteva altra scelta. Per me quella scuola non frana, ma viste le tensioni è meglio fare gli approfondimenti necessari senza alunni dentro». Queste le prime parole del sindaco Alessandro Franchi sul caso. Sindaco che interviene sulla materna di Nibbiaia replicando alle accuse lanciate da Claudio Ceccanti dell’Arci collinare sul Tirreno di ieri. «Dispiace - dice Franchi - per la polemica che si è venuta a creare sulla chiusura della scuola d'infanzia di Nibbiaia. L'accusa di superficialità rivolta a questa amministrazione comunale è incomprensibile: abbiamo agito per tutelare al meglio i piccoli, assumendoci tutte le responsabilità derivanti dalla chiusura della scuola, a scopo precauzionale, per evitare un potenziale pericolo per i bambini e non creare ansia nelle famiglie. Nel frattempo abbiamo affidato un incarico per effettuare verifiche puntali sulla stabilità dell'edificio e sulla presenza di residui di amianto nel terreno circostante. Dove sta la superficialità? Che cosa c'entra in questa vicenda il percorso di confronto avviato sulla realizzazione della scuola unica?». Franchi prosegue. «Anche su questo aspetto, tuttavia, vorremmo puntualizzare che la realizzazione del nuovo plesso scolastico per le frazioni collinari è un obiettivo fondamentale dell'amministrazione comunale. A questo proposito nel bilancio di previsione 2012 sarà previsto il finanziamento di uno studio di fattibilità che ci consentirà l'individuazione di aree idonee per la realizzazione di un istituto scolastico da 0 a 11 anni e la valorizzazione dei plessi scolastici esistenti».
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