Attenzione
Materna chiusa, il trasferimento slitta a dopo Pasqua
Tre settimane di vacanze forzate per 50 alunni Per riaprire la scuola di Gabbro si attende il parere dell’Asl
ROSIGNANO. Torneranno scuola dopo le vacanze di Pasqua i piccoli alunni della materna di Nibbiaia. Lo faranno Asl permettendo. Sì, perché il trasferimento alla vecchia materna parrocchiale di Gabbro è vincolato al parere dei tecnici dell’azienda sanitaria. Parere che dovrebbe arrivare nel giro di pochi giorni.
Trasferimento incerto. Dunque, ad oggi non c’è una data precisa sul trasferimento degli alunni dalla scuola di Nibbiaia, chiusa preventivamente dal Comune per questioni di sicurezza (amianto nel giardino e crepe nei muri), a quella di Gabbro. Gli uffici del Comune hanno già individuato le cose da portare nella scuola di proprietà della parrocchia, ma per riaprirla (è chiusa dal 2006) serve comunque l’autorizzazione dell’Asl, come conferma l’assessore all’istruzione Elena Ciaffone. Nella migliore delle ipotesi, comunque, la cinquantina di alunni interessati dalla vicenda tornerà a scuola dopo Pasqua, ovvero tra 15-20 giorni. Una situazione che può creare disagio a quei genitori che hanno difficoltà magari a contare sull’apporto di nonni o parenti.
Le indagini. Quello che è certo è che per questo anno scolastico, la materna di Nibbiaia non riaprirà più. L’amministrazione comunale, infatti, dovrà provvedere a lavori di sistemazioni delle pareti danneggiate. Inoltre, per quanto riguarda il ritrovamento di un pezzo di amianto nel giardino, si attende l’esito del campionamento effettuato nel terreno.
Le polemiche. Intanto, non si placano le polemiche su come Palazzo civico ha gestito la situazione. Lunedì il coordinamento Arci delle colline si è riunito proprio per affrontare il caso della scuola di Nibbiaia. «Al di là della motivazioni che hanno determinato il problema specifico – dice Claudio Ceccanti del coordinamento - è stata rilevata la superficialità con la quale la questione è stata gestita dall’amministrazione comunale. Superficialità che emerge se consideriamo che nell’ottobre 2010 questo coordinamento presentò, in una assemblea pubblica, un documento per lo sviluppo delle frazioni collinari di cui uno dei punti prioritari era l’assetto dei servizi all’istruzione». L’Arci sottolinea che il documento «fu apprezzato dal sindaco e che nel novembre scorso era stato promesso un incontro, a breve termine, per affrontare il tema della realizzazione di un nuovo plesso scolastico all’avanguardia che accolga tutti i bambini delle tre frazioni collinari, e non solo, per assicurare loro uno sviluppo all’altezza e necessario per i tempi in cui viviamo. Base di partenza dl questa discussione era la verifica della possibilità di riutilizzo delle strutture esistenti che non riteniamo superate per la didattica». Ma per Ceccanti «il percorso si è arenato, non certo per mancata volontà del coordinamento Arci Cgn, il quale tiene a ribadire la piena disponibilità al confronto sulle problematiche riguardanti il territorio collinare volendo dire la sua - nel rispetto del principio di partecipazione e con la forza dei suoi circa 500 soci - per il miglioramento della qualità della vita nelle frazioni collinari».
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