La manifestazione
«Mamma è una stella del cielo»: l’ultimo saluto a Irene Anelli
L’omelia di don Marco per la madre uccisa dall’asma Tantissime persone hanno gremito la Sacra Famiglia
CECINA. «Lorenzo, racconta alle bambine che oggi mamma è una stella nel cielo e che un giorno vi ritroverete insieme lassù».
Sono da poco passate le 10 nella chiesa della Sacra Famiglia in via Ambrogi. Le parole cariche di commozione e trasporto giungono nitide e toccanti dal microfono che don Marco utilizza per rivolgerle teneramente a Lorenzo Cavallini. Lui, giovane ingegnere cecinese, se ne sta raccolto su una delle prime panche vicine alla bara bianca dove riposa il feretro di Irene. Vicino ai genitori, alla sorella, agli zii, agli altri parenti. Ai tanti, tantissimi amici che affollano una chiesa traboccante di dolore. Lorenzo è il marito, il padre di due splendide bimbe di 2 e 5 anni e mezzoche oggi, un destino tragico, ha strappato all’affetto di una mamma che non c’è più. Stroncata da una malattiache nessuno avrebbe mai pensato potesse generare attacchi così violenti e insuperabili
Irene Anelli è morta così, a 34 anni, per colpa di un attacco d'asma contro cui nulla hanno potuto i medici dell’ospedale di Cecina dove è stata ricoverata nella notte tra venerdì e sabato. Lasciando increduli e sgomenti i familiari e le molte persone che, in questi anni, le sono stati vicini.
Don Marco Fabbri attende che i fedeli entrino e prendano posto, poi con calma inizia la funzione, tracciando nel silenzio della Sacra famiglia il profilo di Irene, strappata senza spiegazione alla quotidianità in cui viveva. Una ragazza solare, piena di vta, una credente che testimoniava la fede nei gesti di ogni giorno.
«Il dolore - dice don Marco - non può essere spiegato, ne si possono dare lezioni su come si affronta questo momento: possiamo soltanto stare accanto a Irene, il tempo della riflessione verrà». Poi prosegue: «Insegnaci, da lassù, ha gustare il tempo, ad essere consapevoli, a non avere paura del dolore». Parole toccanti, scritte per ricordare come non ci siano risposte di fronte al destino. Ma da don Marco arriva soprattutto un messaggio di speranza, rivolte prima di tutto ai genitori (babbo Massimo, ex farmacista a Guardistallo e mamma Luciana, insegnante di religione), ma anche alla sorella, al marito, a tutti gli amici. Perché Irene non avrebbe voluto essere un ricordo che si piange quando la si va a salutare al cimitero. No, Irene è una di noi - ha spiegato il sacerdote - è con noi. E come tale va ricordata.
Lacrime e dolore davanti alla bara bianca, contornata di mazzi di fiore, anch’essi bianchi. E una sfilata di volti tristi, lacerati dal dolore: quelli dei parenti più prossimi, ma anche dei tanti amici - molti giovani - che hanno avuto modo di conoscere questa ragazza, donna che non c’è più.
Dopo il ricordo, l’omelia del vangelo, l’ultimo saluto in chiesa a Irene prima che il carro funebre con il feretro lasciasse via Ambrogi per dirigersi al cimitero cittadino dove, nella tarda mattinata di ieri, la salma è stata tumulata.
Ancora tanti i messaggi per lei sulla bacheca di Facebook. Ciao stella, ci mancherai, scrivono. Perché Irene mancherà a tanti.(a.r. e m.f.)
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