La manifestazione
Calamai confermata dal “ni” dei sindaci
Musotto accusa: «Il loro giudizio sospeso è servito a Rossi per ridare l’incarico al direttore generale»
CECINA. «I sindaci? Hanno dato alla popolazione e alle comunità che rappresentano un'immagine distorta. Hanno creato un artificio, sospendendo il giudizio sulla Calamai, ma non hanno detto che erano contrari al suo operato. In questo modo hanno consegnato una delega in bianco al presidente Rossi perché riconfermasse il direttore generale. E adesso la sfiduciano, ma è troppo tardi. Ora la Calamai dovremo tenercela per altri tre anni».
E' durissimo il giudizio che Francesco Musotto, consigliere di Futuro e Libertà nonché presidente della quarta commissione consiliare, dà sul ruolo giocato dai sindaci della Bassa Val di Cecina sulla vicenda sanità e la riorganizzazione dell'ospedale cecinese.
Musotto cita il decreto n. 13 dell'11 gennaio con cui il presidente della giunta regionale Enrico Rossi riconferma la nomina a direttore generale dell'Asl 6 della dottoressa Monica Calamai e sottolinea , in particolare,un articolo del provvedimento.Quello che dice testualmente: «ritenuto, a seguito della positiva valutazione delle performance ottenute dall'azienda Usl 6 di Livorno sotto la direzione della dottoressa Calamai e a seguito del positivo confronto con la conferenza dei sindaci territorialmente competenti, avvenuto in data 27 dicembre 2011, di confermare la dottoressa Monica Calamai nell'incarico di direttore generale dell'Asl ».
Quanto basta, per Musotto, per dire che «il ni espresso dai sindaci della Bvc non vale, non è un giudizio». «Se fossero stati contrari - continua il consigliere - avrebbero dovuto dire di no. La sospensione dal giudizio non conta».
Insomma, Rossi non ha ricevuto nessun no dalla nostra conferenza dei sindaci, ma intascando l'ok manifestato di Cosimi e di Piombino-Elba, ha rinnovato la fiducia alla Calamai motivandola con un parere positivo. E ciò - per Musotto - è inaccettabile.
«Anche perché il 14 novembre scorso - spiega - il consiglio comunale aveva approvato all'unanimità una mia mozione in cui chiedevo impegni precisi e circostanziati, contenenti tempistiche certe per soddisfare alcuni punti».
Musotto, dunque, ritiene che si è data alla Calamai una patente di abilità senza che la stesse abbia di fatto risolto i problemi della riorganizzazione dell'ospedale di Cecina da lei avviata, a partire dalla cardiologia. E che adesso è troppo tardi per sfiduciare la manager grossetana. «Umanamente sono vicino a Stefano Benedetti - spiega Musotto - perché capisco le sue difficoltà, ma politicamente il suo atteggiamento e quello degli altri sindaci è inaccettabile»Ecco il motivo per cui, nei prossimi giorni, il consigliere di Fli è intenzionato a convocare una conferenza stampa per «chiedere le dimissioni del sindaco di Cecina».©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
