Il Tirreno

celebrazioni

Duomo gremito per il patrono

di Rino Bucci
Duomo gremito per il patrono

Monsignor Marrucci tratteggia la figura di San Giuseppe

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CECINA. Un duomo gremito per la festa di San Giuseppe, il santo patrono di Cecina. Ad officiare la cerimonia è stato il vescovo di Civitavecchia-Taquinia, monsignor Luigi Marrucci (nella foto). Il religioso, nativo di Montescudaio, è stato parroco per anni nella diocesi di Volterra. «Torno a Cecina con molta commozione - ha detto - perché in questo duomo, nel luglio del 1969, ho ricevuto il primo grado del sacerdozio, il diaconato». Accanto a lui il vescovo emerito di Volterra, monsignor Vasco Bertelli. Tra le panche della chiesa molti cittadini, i rappresentanti delle forze dell'ordine, il sindaco Stefano Benedetti e il presidente della Provincia Giorgio Kutufà.

La funzione è stata introdotta da Lucilla Botti, rappresentante del consiglio pastorale. «Viviamo un momento di crisi - ha detto - che non si manifesta solo dal punto di vista economico ma anche sociale e spirituale. Oggi, certi valori sono venuti a mancare. Le istituzioni hanno il compito di aiutare le persone che si trovano in difficoltà. Sempre più famiglie bussano alla porta per chiedere aiuto. La domanda è in costante crescita così come i tagli al sociale».

Sempre su temi di lavoro e crisi economica era intervenuto , la sera prima in un incontro nel salone del parrocchiale, il vescovo della diocesi di Massa-Piombino, monsignor Carlo Ciattini. Nell'omelia, davanti a cittadini e autorità, monsignor Luigi Marrucci ha parlato dell'importanza della paternità partendo dalla figura del protettore di Cecina, San Giuseppe.

«Un uomo di fede e un custode premuroso. Un padre - ha detto il vescovo - non è solo colui che genera ma chi accoglie l'altro come un figlio. Un concetto che vale sia dal punto di vista biologico che famigliare e culturale. Purtroppo oggi molti padri sono latitanti come molte famiglie sono squarciate da crisi interne». Monsignor Marrucci ha invitato i presenti a leggere, sul tema, la "Lettera al padre" di Kafka.

Dopo la comunione a prendere la parola è stato don Marco Fabbri, il "padrone di casa". «Voglio ringraziare tutte le persone che sono intervenute in questo giorno di festa - ha detto - soprattutto il vescovo Marrucci che è stato il prete che ha seguito la mia ordinazione. Oggi io mi trovo a Cecina , la porta della Maremma, e lui a Tarquinia che è la città che chiude questo splendido territorio».

Infine, un augurio a don Reno Pisaneschi, il prete-comitato, che nelle giornata di ieri ha compiuto 88 anni.

Il tour delle celebrazioni è continuato con il Vespro, la messa delle 18 e la festa al teatro De Filippo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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