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SANITÁ: REAZIONI E VELENI

Meini a Tinti: «Si dimetta lui da una delle due cariche»

Meini a Tinti: «Si dimetta lui da una delle due cariche»

CECINA. Ancora reazioni e fuoco incrociato sulla questione sanità dopo l’incontro saltato con la direttrice Monica Calamai e le successiv e polemiche dei sindaci che l’hanno «sfiduciata». Giuseppe...

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CECINA. Ancora reazioni e fuoco incrociato sulla questione sanità dopo l’incontro saltato con la direttrice Monica Calamai e le successiv e polemiche dei sindaci che l’hanno «sfiduciata».

Giuseppe Gallelli (Idv). «Finalmente la dirigenza Asl 6 ha gettato la maschera, mostrando il suo vero volto arrogante. Esprimiamo piena solidarietà al sindaco Benedetti e agli altri sindaci e grande indignazione verso la dirigenza Asl 6 di Livorno. Non possiamo accettare una riorganizzazione portata avanti in modo sempre più confuso e con continuo aumento di disservizi, la chiusura della Utic cardiologica e l'atteggiamento di grande supponenza dei dirigenti che continuano a perseverare negli errori». L’Idv chiede «l'immediata rimozione dell'attuale dirigenza; la presenza del governatore Rossi e dell'assessore Scaramuccia a Cecina per confrontarsi con i sindaci e le forze politiche di maggioranza; la sospensione della riorganizzazione in cardiologia, in attesa dei risultati della commissione consiliare a cui partecipano docenti universitari del Sant’ Anna di Pisa. Siamo decisamente contrari al ridimensionamento del nostro ospedale e alla soppressione dell’Utic la cui chiusura non era mai stata dichiarata pubblicamente dalla dirigenza Asl».

Alessandra Meini (Pd). «Si rende necessaria e urgente la chiarezza in merito alle modalità di erogazione dei servizi sociosanitari da parte dell'Asl e circa la disponibilità della direzione a venire incontro e accogliere le richieste che provengono dalle istituzioni. Credo che altrettanta chiarezza sia dovuta da parte del signor Alessandro Tinti che scambiando giacchette di varie cariche parla di sanità con molta saccenza, non chiarendo mai se si presenta come rappresentante politico del Fli o come comitato. Mi meraviglio che all'interno del comitato questa doppia carica sia tollerata o vista come normale. Prima di chiedere le dimissioni del sindaco, dovrebbe lui stesso dimettersi o dalla carica di rappresentante di un partito politico o dal comitato. Comitato che dovrebbe sapere benissimo che il sindaco da sempre si è battuto con l'Asl affinché vi fosse, all'interno e nell'ottica di una riorganizzazione ospedaliera, lo standard ottimale dei servizi per i cittadini utenti. Il sindaco nella riunione col direttore sanitario, usando provocatoriamente la propria carica, ha dato la dimostrazione che su questa partita sta investendo seriamente e con alto senso di responsabilità. Responsabilità che non appartiene a Tinti che, in un momento come questo, giocando tra il politico e l'impegnato civile, trova positiva la soluzione di chiedere le dimissioni di tutti».

Don Reno Pisaneschi (Comitato pro ospedale. Dopo aver precisato che il comitato ha chiesto a tutti i sindaci di riconsegnare le chiavi a Rossi (per smuovere la Rgione)e non le dimissioni della giunta cecinese, don Reno aggiunge che «allarme stavolta a Cecina l'hanno gridato a vanvera e purtroppo hanno dovuto rispondere la polizia, i carabinieri e la polizia municipale per la sicurezza che tutto si svolgesse in ordine all'ospedale per l'incontro con la dottoressa Calamai, che ha disertato il tutto per timore dei contestatori. La cittadinanza deve sapere con chiarezza le vicende della comunità insieme ai problemi organizzativi della sanità. Il comitato è nato e sta in piedi vigilante come una sentinella attuando tre verbi: osservare, ascoltare, denunciare. I tecnici hanno il dovere e l'impegno di trovare i mezzi e i modi migliori per la difesa della salute pubblica e dei singoli: sono pagati (e profumatamente) con i soldi di noi cittadini».

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