Sicurezza
Muore a 34 anni dopo un attacco d’asma
Figlia dell’ex farmacista di Guardistallo, madre di due bambine. Inutili le terapie al pronto soccorso. Chiesta l’autopsia
CECINA. È morta in ospedale, a 34 anni. Irene Anelli era arrivata in pronto soccorso venerdì sera, intorno alle 23.30, in preda a una forte crisi asmatica. E dall'ospedale non è più uscita.
È deceduta intorno alle 1.20 con i dottori che tentavano di riportarla in vita e i familiari, nella sala d'aspetto, che sprofondavano nella disperazione.
Tutto comincia durante una serata tranquilla. Irene cena insieme ai genitori, Massimo e Luciana, e alle sue due bambine. Un venerdì come tanti nella sua casa, nel quartiere Cecina Nuova. Niente sembra presagire un'imminente tragedia. Nessun segnale dell'asma di cui soffre da tempo e che comunque sa come affrontare.
La ragazza è serena e le bambine felici con i nonni. I genitori tornano a casa intorno alle 22.45 (abitano in via Brodolini). Pochi minuti dopo arriva la telefonata. «Mia sorella e suo marito sono stati contattati da Irene intorno alle 23 - racconta lo zio, Marco Melosi - era in preda a una forte crisi d'asma che non riusciva a risolversi con i medicinali che teneva in casa».
Massimo e Luciana Anelli ritornano a casa della figlia. E poi si dividono. La madre resta con i nipoti, mentre il padre accompagna la giovane donna al pronto soccorso. Vanno in auto, non in ambulanza; dall'abitazione all'ospedale ci sono una manciata di minuti e Irene è cosciente.
«Sono arrivati al pronto soccorso intorno alle 23.30 al massimo mezzanotte - dice Melosi - e mia nipote era ancora vigile, anche se in difficoltà».
Ai medici viene detto che la ragazza soffre da tempo d'asma e che i medicinali non sono riusciti a risolvere le crisi respiratorie. La donna entra nella sala di visita e le vengono applicati i protocolli previsti dal caso.
Purtroppo il quadro clinico non migliora, anzi precipita. Arriva il primo attacco cardiaco. L'anestesista tenta di rianimarla e ci riesce. Il cuore riprende a battere. Poi un nuovo arresto. Ripartono le manovre di rianimazione. I medici fanno di tutto. Ma Irene Anelli smette di vivere.
«E' morta intorno alle 1.15 - dice Melosi - ed è stata una tragedia. I parenti erano tutti nella sala d'aspetto. Era arrivata anche mia sorella (la madre della donna, ndr) perché con i bambini c'erano i nonni paterni. I dottori erano sconvolti, ci hanno spiegato di aver fatto tutto il possibile per salvarle la vita. Ma le cure previste dal protocollo non hanno avuto alcun effetto. Il corpo non ha risposto ed è morta».
Intanto si cerca di far luce sull'accaduto. Ieri mattina Sabina Sanguineti, clinical manager dell'Asl e referente aziendale del Centro per la gestione del rischio clinico e sicurezza del paziente, ha voluto parlare con i sanitari intervenuti.
La salma della donna è rimasta in ospedale per tutta la mattinata di ieri. Poi, intorno alle 11, è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Livorno. La famiglia ha deciso per l'autopsia. «Non puntiamo il dito contro nessuno - dice Melosi - però vogliamo vederci chiaro. Anche se possibile è davvero difficile che una donna di 34 anni muoia per le complicazioni di un attacco d'asma. Gli stessi medici del pronto soccorso ci hanno sollecitato a richiedere l'esame. Irene aveva avuto delle crisi, ma mai così violente e non credo sia mai dovuta ricorrere all'ospedale. E ora chi glielo racconta alle sue bambine».
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