Il Tirreno

La Regione: «Nessun atto di forza»

di Andrea Rocchi

Scaramuccia ai sindaci dopo la guerra sull’ospedale con la Calamai: «Pronta ad incontrarvi ma serve serenità»

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CECINA. La bassa Val di Cecina chiama, Firenze risponde. All’indomani della conferenza stampa congiunta in cui i dieci sindaci scaricano di fatto il direttore generale dell’Asl 6 e chiedono un incontro urgente al governatore Rossi, dalla Regione arrivano parole che tendono a svelenire il clima e a riaprire il dialogo. Il presidente Rossi non interviene direttamente, ma affida la risposta ai sindaci all’assessore alla Salute Daniela Scaramuccia.«Bisogna recuperare al più presto la serenità nei rapporti fra i vertici della Asl 6 e i sindaci dei Comuni della Bassa Val di Cecina - dice Scaramuccia -; serenità indispensabile per lavorare al comune obiettivo di tutelare e promuovere la salute della popolazione». Quanto al significato politico dell’azione dei sindaci e l’atto di «sfiducia» nei confronti della dottoressa Calami, l’assessore regionale avverte: «Non è costume di questo assessorato intraprendere azioni di forza o escludere le istituzioni locali dalle decisioni: per questo do' la mia disponibilità immediata ad incontrare i sindaci». Insomma: volontà di dialogo ma nessun siluramento. «Credo e auspico - conclude Scaramuccia - si possa ripartire dal positivo confronto avuto nei mesi scorsi, per affrontare e risolvere anche le difficoltà attuali, cercando soluzioni condivise, nel rispetto ovviamente dei reciproci ruoli».

Non parla, invece, Monica Calamai. Che già in passato aveva dichiarato di avere come interlocutore diretto la Regione. A Cecina le viene rimproverato di non aver condiviso col territorio le ultime scelte, di essere andata avanti a strappi e soprattutto di non aver risolto quei problemi - la riorganizzazione della cardiologia e le attese al Cup e per alcuni esami - che affliggono la sanità locale. E poi, dopo il diktat sugli striscioni in cui si contestava la direzione Asl (la Calamai aveva ordinato la rimozione poi eseguita dai vigili urbani)non è piaciuto agli amministratori locali il fatto che la stessa direttrice non abbia partecipato ailavori della commissione, delegando il direttore sanitario Lavazza.

Un forfait vissuto come uno smacco, sebbene venerdì in una nota l’azienda abbia ribadito la volontà di continuare nel dialogo con gli enti locali e col territorio. Anche se, sulla riorganizzazione della cardiologia, non ci saranno passi indietro.

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