Sicurezza
Il Pdl: «Direzione arrogante, sulla cardiologia tutto deciso»
Mancanza di rispetto, schiaffo alle istituzioni. E’ durissima la polemica che anche il Pdl apre nei confronti del direttore generale dell’ASl 6 Monica Calamai. Un Pdl che si trova
CECINA. Mancanza di rispetto, schiaffo alle istituzioni.
E’ durissima la polemica che anche il Pdl apre nei confronti del direttore generale dell’ASl 6 Monica Calamai. Un Pdl che si trova a solidalizzare col sindaco Benedetti per l’ultima querelle con la dirigenza dell’azienda sanitaria.
«Ha fatto togliere gli striscioni di protesta al grido di “o me, o loro”, ma poi il direttore generale a Cecina, non ci si è presentata ugualmente. Per di più, nel bel mezzo dell’incontro in programma da tempo tra la commissione consiliare sulla sanità del Comune di Cecina e l’Asl 6 medesima, durante l’intervento del direttore sanitario Luca Lavazza si viene a scoprire en passant, quasi per caso, che sul futuro della cardiologia dell’ospedale cecinese la Asl 6 ha già deciso tutto: non sposterà l’area di medicina e quella di alta sorveglianza monitorata, che accolgono anche i pazienti cardiologici, in ambienti attigui alla terapia intensiva». E continua: «No no: spenderà invece 388mila euro per potenziare la rete wireless e dotare i medici di palmari con cui monitorare i pazienti da qualunque posto. Altro che lavoro condiviso col territorio e le istituzioni locali».
Dopo la reazione del sindaco Benedetti, dei consiglieri comunali, del comitato Pro Ospedale si leva anche la voce polemica del Pdl che ritiene intollerabile l’attegiamento tenuto sulla vicenda dal manager dell’Asl.
Il Pdl – per bocca del coordinatore provinciale nonché capogruppo al Comune di Cecina Paolo Barabino e dei consiglieri regionali Stefano Mugnai (vicepresidente commissione Sanità) e Marco Taradash – attacca: «Quanto accaduto ieri rappresenta l’ennesima arrogante mancanza di rispetto per le istituzioni locali, Sindaco di Cecina in primis, e per tutto il territorio. In più, in questa maniera la Asl 6 di Livorno butta alle ortiche quasi un anno del lavoro con il quale la commissione sanità istituita dal consiglio comunale ha tentato di esplorare soluzioni da sottoporre all’Azienda sanitaria entro un percorso di condivisione».
Per capire per filo e per segno quali decisioni abbia già preso l’zzienda sanitaria, Mugnai e Taradash stanno già affilando le penne per confezionare un’interrogazione urgente che costringa la Regione, e in particolare l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia, a mettere nero su bianco le reali intenzioni della Asl 6 rispetto all’ospedale di Cecina e all’assetto della sua cardiologia, i cui pazienti sono oggi sparpagliati su due differenti piani a seconda che si trovino in terapia intensiva o nell’area medicina.
«La Asl 6 – ricordano i consiglieri regionali Mugnai e Taradash – purtroppo non è nuova a comportamenti con cui di fatto si prendono in giro i territori, facendo passare le decisioni sulla testa della gente e delle istituzioni locali in barba alle esigenze delle persone. E’ tempo che la Regione prenda una posizione precisa e decisa stigmatizzando questo atteggiamento con chiarezza, oppure assumendosi con altrettanta trasparenza la responsabilità di sostenerlo».
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