Sicurezza
«Mi piace il calcio, però vorrei fare il geometra»
«Sono nato a Cecina e vivo a Montescudaio, sulla via dei Gorili, con la mia famiglia. Mi piace il calcio e tifo Juventus e da grande vorrei fare il geometra». Elison Ndrevataj ha da...
MONTESCUDAIO. «Sono nato a Cecina e vivo a Montescudaio, sulla via dei Gorili, con la mia famiglia. Mi piace il calcio e tifo Juventus e da grande vorrei fare il geometra». Elison Ndrevataj ha da poco festeggiato 11 anni e, dei bambini che ieri hanno ricevuto la cittadinanza onoraria, è il più grande. Ha le stesse passioni e gli stessi sogni dei coetanei italiani. Perfettamente integrato nel nostro paese, ha studiato nelle nostre scuole, frequentato i campi solari e tutte le altre attività organizzate a Montescudaio. Ma per la legge non potrà essere, e dunque sentirsi, un cittadino italiano fino alla maggiore età. «I miei genitori sono albanesi ma io mi sento anche italiano - spiega Elison - sono felice di questa festa che hanno organizzato per noi».
Albanese e marocchina, sono queste le comunità più numerose a Montescudaio: 159 stranieri (o come ha preferito definirli il sindaco Pellegrini non italiani) su 2.050 abitanti. Di questi i minorenni sono 25 ma solo gli 11 ai quali ieri è stata conferita la cittadinanza onoraria sono nati in Italia, quasi tutti all'ospedale di Cecina.
Nel dettaglio Hajar, Aila e Mohamed sono nati tra il 2007 e il 2011 da genitori marocchini, Anvar nel 2008 da genitori moldavi, ma è appunto la comunità albanese quella che da più tempo risiede a Montescudaio. Non a caso Daniel e Mariglen (nati nel 2010 e 2007) e Bledi, Bleona, Elison, Migena e Mirko (tutti uniti da vincolo di parentela e nati tra il 2001 e il 2009) sono albanesi e nati a Cecina.
Migena, tre anni ancora da compiere, era la più piccola dei bambini presenti ieri. Al momento della consegna dell'attestato è scoppiata a piangere. Una decina di macchine fotografiche, telecamere e tanti occhi puntati addosso. Per coprire la timidezza si è nascosta nel grembiulino a quadretti rosso e bianco dal quale spuntava a malapena il codino all'insù, si è stretta forte al papà, muratore albanese da molti anni residente a Montescudaio, e solo quando le è stato fatto vedere quel piccolo regalo preparato dai bambini della scuola "Griselli" si è un po' calmata.
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