Sicurezza
Energia, nasce la scuola di Gdf Suez
Gestione delle centrali termoelettriche: a Rosignano la formazione di tecnici europei. Apertura all’università
ROSIGNANO. Gdf Suez investe risorse e tecnologia su Rosignano. La strategia di sviluppo del gruppo (terzo operatore nel gas, quarto produttore di elettricità e primo operatore nell’eolico in Italia) è chiara.
L’esperienza delle turbogas. Rosignano, con le due centrali termoelettriche Rosen e Roselectra rispettivamente da 356 e 386 megawatt, è il sito chiave dove - a fianco alla produzione - si possono sviluppare innovazione e ricerca all’interno della filiera energetica. Lo ha ricordato ieri Pascal Renaud, amministratore delegato di Gdf Suez Produzione - nell’illustrare gli obiettivi del gruppo che controlla 8 centrali termoelettriche, una idroelettrica, 43 parchi eolici, 4 impianti fotovoltaici con 1,2 milioni di clienti e 5,3 miliardi di metri cubi di gas naturale venduti. E che a Rosignano produce, oltre ad energia elettrica, vapore utilizzato dallo stabilimento Solvay (prodotto da Rosen) e dall’impianto di teleriscaldamento degli edifici pubbliici (da Roselectra, la seconda e più recente centrale nata nel 2007).
Il simulatore e la scuola. Nasce qui, dall’esperienza partita 3 anni fa in Europa con la creazione di un simulatore unico per la gestione delle centrali (denominato Eurosim), la prima scuola di formazione del personale Gdf Suez. Nasce - ha ricordato Renaud - dall’esperienza maturata nella conduzione di 24 impianti in Europa, da 15 anni di gestione di Rosen e soprattutto la disponibilità di una tecnologia di avanguardia sperimentabile con Roselectra. La scuola di formazione (investimento iniziale di 250mila euro) sarà diretta dall’ingegner Luigi Armani che si avvarrà della collaborazione della dottoressa Enrica Viviani che avrà il compito di organizzare i contatti ed attivare la collaborazione con il mondo universitario ed i centri di formazione. Perché uno degli obiettivi di questa scuola, oltre a quello di informare ed attrezzare il personale interno, è anche quello di offrire opportunità di ricerca e di lavoro anche ai giovani provenienti dal mondo dell’istruzione superiore e dell’università. Non è un caso che, attorno alla scuola targata Gdf Suez, giochi un ruolo importante la Regione Toscana rappresentata - ieri mattina - dall’assessore al lavoro e allo sviluppo economico Gianfranco Simoncini che la vicenda turbogas l’ha seguita da vicino come sindaco. Così come è forte l’attenzione che il mondo dell’industria e gli enti locali (ieri c’erano il sindaco Alessandro Franchi e l’assessore all’urbanistica Margherita Pia ) prestano ad un grande gruppo internazionale che sceglie Rosignano come avamposto per la formazione e l’innovazione e punta a consolidare e sviluppare le proprie quote in un mercato strategico come quello italiano.
«La Regione Toscana - ha detto l’assessore Simoncini - guarda con grande interesse a questi investimenti nel settore dell’energia che coniugano produzione con tecnologia avanzata e ricerca».
La formazione del personale. Ad illustrare l’organizzazione della scuola il direttore Luigi Armani che ha spiegato anche il funzionamento del simulatore già sperimentato con corsi di formazione per il personale. «Corsi - ha detto Armani - che consentono di verificare la conduzione dell’impianto, una centrale a tre alberi, attraverso una formazione on job». Utilizzato dal personale delle due turbogas di Rosignano il simulatore è lo strumento operativo della scuola che potrà formare anche dipendenti delle centrali Gdf Suez dell’Europa meridionale (oltre all’Italia, Spagna, Grecia e Portogallo).
Gli obiettivi. Naturalmente è al mercato (gas e energia elettrica) che guarda il gruppo Gdf Suez con l’ambizioni di raddoppiare il portafoglio clienti ma anche di sviluppare infrastrutture (rigassificatori e siti di stoccaggio) per poter diventare presto il terzo operatore energetico in Italia.
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