Il Tirreno

Sangue, più donatori anche grazie alle donne straniere

di Alberto Mangiantini
Sangue, più donatori anche grazie alle donne straniere

Simoncini (Avis) fa il punto anche sulla riorganizzazione «Nessun depotenziamento del centro trasfusionale»

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CECINA. Cresce il lavoro del centro trasfusionale di Cecina. Nell'occasione della pubblicazione dei dati riguardanti i donatori della locale sezione Avis, il presidente dell’associazione per la Bassa Val di Cecina Massimo Simoncini ha presentato la bozza del piano sangue, attualmente in studio in consiglio regionale, che prevede anche la riorganizzazione dei centri e che toccherà anche quello cecinese. Secondo Simoncini comunque non si può parlare di depotenziamento del centro trasfusionale, che «manterrà gli standard di livello che lo hanno contraddistinto negli anni, ma di una semplice riorganizzazione» che riguarderà anche i centri di Piombino e Portoferraio, soltanto per l'analisi e la validazione biologica delle donazioni.

«Entro fine 2011 - ha spiegato il presidente Avis - queste competenze sono state accentrate nei centri di qualificazione biologica delle aziende ospedaliero universitarie di area vasta, e quindi nel caso cecinese all'area Nat di Pisa, ma per tutte le altre funzioni il centro rimane all'avanguardia; chi usufruisce del servizio deve essere sempre sicuro di avere quotidianamente un servizio di alta qualità, fornito da medici specialisti quali ematologi, così da mantenere le giuste garanzie societarie sia per il donatore che per il ricevente, con l'obiettivo finale di garantire alla Toscana di arrivare alla piena autosufficienza».

Tornando invece ai numeri, si nota subito come sia proseguito il trend positivo degli ultimi anni: rispetto al 2010 i soci donatori sono passati da 1.196 a 1.316, con un incremento di 120, mentre il numero delle donazioni è passato dai 2.721 del 2010 ai 2.829 dell'anno passato. A donare il sangue sono ancora principalmente dai 18 ai 34 anni, mentre rimane ancora un po' indietro l'apporto femminile, anche se i numeri di quest'anno (53 nuove donatrici, di cui ben 25 sotto i 25 anni di età) fanno ben sperare. Anche il mondo dell'immigrazione comincia a conoscere l'Avis e i propri servizi: nel 2011 sono 35 i soci immigrati, e in questo caso sono le donne a farla da padrone: ben 23 infatti sono le iscritte di sesso femminile, contro i soli 12 maschi, mentre per paese la parte del leone spetta al Marocco, con 12 donatori, seguito a distanza da alcuni stati dell'est europeo. Numeri importanti quindi per una società che quest'anno festeggia il quarantennale della sua nascita e continua a operare molto sul territorio, nonostante nuove difficoltà siano sempre all'orizzonte, come spiegato sempre da Simoncini: «Ultimamente la stretta organizzativa dovuta alla crisi e alla difficoltà di sostituzione ha reso molto difficoltoso per donatori e donatrici assentarsi dai luoghi di lavoro per la donazione, ed anche per questo è necessaria una maggiore elasticità di orario (il centro attualmente è aperto da lunedì al sabato dalle 8 alle 11), magari rendendo fissa l'apertura domenicale, ora prevista una volta al mese, e in forma sperimentale quella pomeridiana. Quest'ultima proposta è già stata avanzata alla dottoressa Calamai, la quale ha dimostrato interesse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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