Il Tirreno

La lady di ferro fa togliere gli striscioni

di Rino Bucci
La lady di ferro fa togliere gli striscioni

«O me o i cartelli». Costantino accontenta Calamai che poi diserta il primo incontro della commissione sulla sanità

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CECINA. All'alba del primo incontro della commissione consiliare sulla sanità il direttore generale dell'Asl, Monica Calamai, minaccia il ritiro sull'Aventino... Un aut-aut arrivato ieri mattina, per telefono. La chiamata all'indirizzo del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Antonio Costantino, suona più o meno così : «O fate togliere quegli striscioni di protesta o io non vengo».

Un piccolo casus belli, nato intorno ai lenzuoli di protesta piazzati ieri mattina dal comitato pro ospedale all’uscita della Variante. Ma facciamo un passo indietro. Qualche mese fa - nel pieno della contestazione - il consiglio comunale di Cecina decise di istituire una commissione per valutare gli interventi promossi dall'Asl sull'ospedale. Un pool composto da politici, medici ed esperti di sanità (tra cui la dottoressa Sabina Nuti del Sant'Anna). «Il gruppo sta lavorando bene e in queste settimane - dice Costantino - abbiamo deciso per un ciclo di quattro incontri con la dottoressa Calamai per fare il punto sullo stato di salute della nostra sanità».

Il primo di questi incontri era in agenda ieri, alle 17. A Cecina, sull'ospedale c'è ancora aria di battaglia; così il comitato Pro ospedale non si è fatto scappare la ghiotta occasione: l'arrivo della direttrice Calamai, la lady di ferro. E già di prima mattinata, sul fazzoletto verde davanti alla rotatoria dell'ospedale sono apparsi degli striscioni di protesta. Contro la direttrice e contro il governatore della Regione. I cartelli, sei in tutto, non sono sfuggiti all'attenzione di chi lavora in ospedale e qualcuno ha avvertito la manager. Così è partita la telefonata a Costantino: o me o i cartelli.

«Mi hanno convocato insieme ad Alessandro Tinti - racconta don Reno Pisaneschi, animatore del comitato -; il sindaco e il presidente del consiglio comunale ci hanno chiesto di togliere i cartelli, altrimenti la direttrice dell'Asl avrebbe rinunciato all'incontro. Ci siamo rifiutati perché protestare, in quanto cittadini, è un nostro diritto. Non comprendiamo certi atteggiamenti: a chi facciamo paura? E, poi, come si fa ad assecondare certe richieste?».

Alla fine, a rimuovere i cartelli ci hanno pensato i vigili urbani. Alle 17 (ora della convocazione della commissione in ospedale) non c'era ombra degli striscioni. In compenso, davanti alle porte dell'ospedale c'erano i carabinieri ad accertarsi che tutto filasse liscio. «Nell'incontro con il sindaco e Costantino - spiega Tinti - ci è stato detto che la direttrice temeva per la sua incolumità».

Alla seduta, oltre ai consiglieri e ai tecnici, hanno partecipato molti cittadini. La manager non si è vista. «È stata trattenuta a Pisa - ha spiegato Luca Lavazza, direttore sanitario dell’Asl 6 - per un incontro con l'assessore regionale e gli altri dirigenti della Toscana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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