Il Tirreno

I sindacati: «Ci darà da mangiare Buselli»

Santini (Ineos): «Il sindaco di Volterra deve sedere al tavolo sì, ma per un pic-nic»

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ROSIGNANO. «Sembrava di essere alla riunione condominiale al palazzetto nel film di Benigni». Alessandro Santi, Rsu del parco industriale, prende in prestito una scena del film “Il mostro” per descrivere quanto successo a Volterra. «Per oltre tre ore - dice Santi - abbiamo assistito solo ad una serie di attacchi personali, senza mai parlare del problema in oggetto. Quella del sindaco Buselli e dei suoi non è politica: spero tanto che i cittadini di Volterra si siano accorti che sono nelle mani di sprovveduti». Santi racconta un particolare della serata. «Verso l’1, quando stavamo per andarcene, Buselli ci ha detto: “Ora arriva il meglio”. Io ho risposto: abbiamo già visto abbastanza».

Parole dure quelle di Santi, così come quelle di Stefano Santini, Rls di sito. «Buselli è il problema alla soluzione - attacca Santini - e non si rende conto che così sta isolando il suo Comune, i suoi cittadini. Cosa ha provato assistendo a quel consiglio? Rammarico, vergogna e sdegno perché non si può trattare così la politica. Ora capisco a quale tavolo deve sedersi Buselli: a quello del pic-nic». Anche Santini racconta un episodio: «Ad un consigliere di maggioranza che ha un albergo le ho detto: verremo tutti a mangiare e a dormire da lei».

Per i sindacati presenti anche Tarchi, Lami, Musto (Cgil), Strabone (Uil), Grossi e Ingallinesi (Csil). Con loro tantissimi operai, che si sono messi in marcia verso Volterra con un pullman e auto private. Tutti sono stati accolti da 16 fra poliziotti, carabinieri e vigili urbani, allertati per la delicatezza dell'argomento discusso.

È intervenuto durante il dibattito Davide Falchi, uno degli operai della multinazionale presenti. «Vogliamo solo poter lavorare tranquilli, invece tra il Comitato che ha messo i bastoni fra le ruote a Solvay e il Comune di Volterra che non vuole firmare il protocollo-ponte la situazione per noi si è notevolmente complicata». Al microfono Falchi ha cercato di raccontare il dramma che vive un operaio in “cassa”. «Per una persona è umiliante - sottolinea -per una ventina di giorni riusciamo a superare i disagi economici, la nostra vera preoccupazione è per il futuro. Credo che il dovere della politica sia quello di trovare accordi per tutelare chi come noi ha bambini, mutui da pagare. Non è che, perché uno si sveglia la mattina e fa ricorso, noi andiamo a casa. Non dovrebbe funzionare così». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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