Il Tirreno

Crom, gestione allargata per rilanciare le farmacie

di Mario Moscadelli
Crom, gestione allargata per rilanciare le farmacie

Primi contatti per creare una società con un bacino comprensoriale Il sindaco Franchi: «Solo così si può avere un soggetto competitivo»

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ROSIGNANO. Rilanciare la gestione delle farmacie allargandola ad altri comuni. Questa la strategia a lungo raggio su cui il Comune di Rosignano ha già mosso i primi passi. Ma prima c'è da pensare all'ultimo bilancio in rosso della Crom, la società partecipata con sede a Rosignano Marittimo che oggi “controlla” sei farmacie comunali: servono delle misure urgenti per evitare che anche il 2012 si chiuda ancora in passivo. Ma intervenire, come afferma il sindaco Alessandro Franchi, non è semplice a causa degli imponenti costi strutturali di questa srl che si occupa anche di cimiteri, emergenza abitativa e mediazione civile.

Un rosso inatteso. Il sindaco di Rosignano non fa sconti all'ultima gestione della Crom, che ha chiuso l'esercizio con un -103mila. Un passivo record. «È un passivo inatteso - attacca il primo cittadino - visto che al 30 giugno del 2011 il rosso dell'anno precedente era stato contenuto e si ventilava un ipotesi di pareggio. Oggi, invece, ci troviamo davanti a conti che non sono in linea con le premesse di qualche mese fa. Così non si può andare avanti. Non dico che le farmacie gestite dalla Crom devono portare utili, ma nemmeno perdite così importanti». E allora ecco che sono giorni frenetici per il futuro della società oggi presieduta da Patrizio Loprete, ex coordinatore locale dell'Idv. Frenetici perché dopo che l'assemblea dei soci ha sospeso l'approvazione del bilancio, i tre Comuni coinvolti (oltre a Rosignano, hanno quote Castellina e Montescudaio) si sono presi un momento di riflessione. Federico Lucchesi, sindaco Castellina, ad esempio, oggi si incontrerà con un gruppo di lavoro interno all'ente nominato proprio per analizzare la situazione-farmacie. «Uscire dalla Crom? È una possibilità - dice Lucchesi - ma non è una decisione così semplice, perché è impensabile gestire direttamente una farmacia come la nostra». Probabilmente nessun Comune abbandonerà la barca, ma serve al più presto un'inversione di rotta. Ma come? «Non è semplice intervenire - riprende Franchi - perché stiamo parlando di una società comunque piccola, con margini di utili ridotti visto che ha una sola una farmacia urbana. E poi c'è un costo del personale che incide come un macigno perché si porta dietro contratti di enti pubblici». Ricordiamo, infatti, che il personale (23 unità) costano circa 1 milione di euro. «Stiamo valutando come ridurre i costi, ma non si possono fare tagli senza dei ragionamenti precisi». Tra le soluzioni ventilate quella di un incremento dei servizi (ad esempio l'installazione di un totem alla farmacia di Rosignano Solvay per scaricare i referti con la tessera sanitaria e dunque creare un effetto di fidelizzazione) e l'attivazione di metodologie efficaci per ridurre gli sprechi di farmaci. Da rivedere, poi, il funzionamento della fidelity card, lanciata nel gennaio del 2011 ma che sembra avere dato scarsi risultati o almeno non evidenti. E la posizione di Loprete? «Credo che il cda sia il problema minore».

Gestione allargata. Ma secondo il sindaco Franchi, in chiave futura, l'esperienza della Crom è da rivedere in toto. «Credo che sia opportuno - dice Franchi - allargare ad altri comuni la gestione delle farmacie comunali, per rendere il soggetto gestore più competitivo sul mercato. In questa direzione sono già stati presi contatti con altre amministrazioni comunali vicine». Tra i Comuni contatti Cecina, che per le farmacie dovrà presto fare i conti con il riassetto sulla partecipate imposto ai comuni sotto i 30mila euro. E allora ecco in questo scenario si potrebbe andare alla creazione di una Crom 2 (o comunque di un nuovo soggetto) capace di gestire le farmacie di un comprensorio.

Le reazioni. «Basta pagare i carrozzoni di Rosignano, le farmacie tornino ai Comuni». È questo il pensiero di Fabio Tinelli Roncalli della lista civica Insieme per Cambiare. «Come al solito il bilancio della Crom è in rosso - dice Tinelli Roncalli - mentre la farmacia di Montescudaio aveva sempre portato ricavi al Comune quando era gestita internamente. Ovviamente l'amministratore, dopo aver spergiurato sei mesi fa che nel 2011 la società avrebbe raggiunto il pareggio di bilancio, adesso invece di presentare le proprie dimissioni, dà la colpa alla crisi». Tinelli Roncalli prosegue. «Visto che da quest'anno esiste l'Unione dei Comuni dei colli pisani la gestione deve tornare ai Comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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