Sicurezza
Pineta, il raddoppio è ok. Sostituite le piante morte
Oltre 26mila fra lecci e pini: la Forestale interviene anche con frassini e querce Operazione su 40 ettari. Per il primo lotto sono stati spesi 143mila euro
CECINA. Per vederla completata, con un effetto simile ai 250 ettari di verde che caratterizzano il Tombolo Sud, bisognerà aspettare probabilmente più di 20 anni. Ma sul raddoppio della pineta Comune di Cecina e Corpo Forestale dello Stato non intendono arretrare di un passo. Anche se qualcosa non ha funzionato, indubbiamente.
Alcune piante ko. Perché - come emerso da una relazione della stessa Forestale relativamente al primo lotto (12.631 pini e 12.631 lecci)- le piante attecchite e resistenti erano 6.540 . Relazione che il consigliere di Futuro e Libertà Musotto utilizzò per presentare un’interrogazione consiliare in cui si dichiarava il flop dell’opera di rimboschimento. Ieri amministratori comunali e Forestale hanno effettuato un ulteriore sopralluogo sull’area del primo lotto (lavori per 143,000 euro eseguiti nel 2004 dalla ditta Giardini e Ambiente sar di Lavello (Pz) cui spettava la manutenzione fino al 2006 (poi passata alla ditta Frollani Giuliano sas di Castagneto e nel 2009 alla Castorani Paolo di Bibbona. Un sopralluogo per dimostrare che, in questi anni, non si è rimasti con le mani in mano ma sono stati eseguiti interventi importanti di sostituzione delle piante «morte» e non attecchite. «Un progetto a cui tengo». Stefano Benedetti ha parlato del progetto del raddoppio della pineta come «uno dei progetti a cui sono più legato», sottolineando come l’attenzione dell’amministrazione per l’area dei tomboli sia sempre stata alta. Nel ripercorrere le tappe che hanno portato nel 2004 ad un primo intervento (dalle Tamerici alla casa del pastore) di circa 26.000 nuovi alberi e nel 2009 ad una nuova piantumazione (4600 piante) nell’area a sud dell’eliporto, il sindaco ha anche ricordato le vicissitudini delle aree divenute pubbliche con la cessione in uso dal demanio al Corpo Forestale che già gestisce l’intera riserva biogenetica.
L’attività della Forestale. Nel merito degli interventi e dell’azione di tutela del patrimonio boschivo si è soffermato Massimo Celati, dirigente dell’Ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo Forestale dello Stato. Quella dei tomboli, del resto, fa parte delle 130 riserve naturali statali ed impegna la Forestale in un’attività di gestione e ricerca. Tra l’altro proprio la Forestale, nel 2013, procederà al completamento di 15 degli ulteriori 20 ettari di raddoppio iniziati nel 2009 a sud dell’eliporto. «Abbiamo le risorse per poter eseguire questo progetto - ha ricordato Celati - disponiamo di personale ma anche di un nostro vivaio). Saranno piantate, oltre a pini e lecci, alcune specie di latifoglie.
Anche quercia e frassino. In relazione ai danni che hanno interessato numerosi pini e lecci del primo lotto, il dirigente della Forestale ha spiegato che alcuni problemi sono stati caratterizzati dalle condizioni atmosferiche. Dopo la scorsa stagione caratterizzata da un’intensa piovosità che ha provocato il decadimento di alcune specie questa stagione è stata dominata da una forte siccità che ha causato altrettanti problemi. Da qui la scelta di sostituire le piante andate ko, oltre che con nuovi pini e lecci, anche con frassino e farnia (una specie di quercia), piazzate in prossimità dei fossetti dove si accumula più facilmente acqua. D’ora in avanti queste piante saranno attentamente monitorate dai forestali. Mentre spetterù ancora al comune la gestione dei parcheggi che saranno mantenuti così come sono e segnalati con apposite recinzioni leggere.
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