La manifestazione
Comitato No Sat: «Nessuno svenda la Variante Aurelia»
Incontro pubblico a Rosignano. Giardelli: «Non si può concedere ad un privato una strada costruita dai cittadini»
ROSIGNANO. «Nessuno svenda la Variante». Questo il messaggio lanciato dall’assemblea di Rosignano del comitato locale No Sat, a cui hanno partecipato circa una trentina di persone. «Noi ci opponiamo - dice in apertura Angela Porciani, consigliera comunale di Rosignano - a questo scempio ambientale e sociale, che sorge con la complicità della politica locale e nazionale. Il nostro obiettivo, tramite varie assemblee che terremo in tutto il territorio interessato, è quello di far tornare i cittadini a partecipare attivamente in temi così importanti». Il coordinamento No Sat fa soprattutto leva su quella che è stata la storia dei progetti della Tirrenica, una serie di progetti di cui il più vecchio è datato ben 1969. «Tutti i progetti - spiega Ubaldo Giardelli - hanno sempre previsto l'esproprio della Variante, una strada sicura, pubblica, gratuita e su cui si può andare tranquillamente a 110 chilometri orari. Il progetto del 2008 del Cipe era un furto legalizzato: quando lo Stato sarebbe rientrato in possesso dell'autostrada, nel 2046, si sarebbe accollato 3,8 miliardi di euro di spese, nonostante il pedaggio che Sat avrebbe fatto pagare». L'attenzione, secondo i membri del comitato, si sarebbe dovuta spostare in primis sul tratto di variante oltre Grosseto Sud, dove non esistono più quattro corsie, diminuendo drasticamente la sicurezza. «Nel nuovo progetto autostradale - prosegue Giardelli - oltre Grosseto verrà espropriata la vecchia Aurelia, senza costruire un nuovo tracciato. È incredibile che ci venga tolto un bene già nostro, che hanno pagato i nostri genitori». Non si sa ancora quando e quanto precisamente si pagherà («una certezza - dice Fabio Tinelli, membro della No Sat - dovrebbe essere circa 18 centesimi al chilometro, con possibile aumento del 5% ogni due anni»), ma il coordinamento è più che mai certo delle proprie richieste. «Cosa proponiamo? Ritorno al progetto approvato nel 2001; completa gratuità di tutto il sistema; togliere alla Sat consegnando il progetto al pubblico».
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