Il Tirreno

Crom, bilancio in rosso per il terzo anno di fila

di Mario Moscadelli
Crom, bilancio in rosso per il terzo anno di fila

La società delle farmacie ha chiuso il 2011 con un passivo di 103mila euro I Comuni soci: «Impossibile andare avanti così». Loprete: «Colpa della crisi»

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ROSIGNANO. Prepariamoci ad un nuovo polverone sulla Crom, la società partecipata che si occupa soprattutto di farmacie e cimiteri. I sindaci dei Comuni soci, ovvero Rosignano, Castellina e Montescudaio, hanno spalancato gli occhi alla vista del bilancio 2011: l’esercizio, dalle prime cifre ufficiose, ha chiuso con una perdita di 103mila euro. Si tratta di un passivo record, che va aggiungersi a quelli dell’anno precedente e del 2009. Ma questo “rosso” fa male perché per certi versi inaspettato dagli amministratori. Almeno in queste dimensioni. E ora? Si profilano decisioni forti sull’assetto di questa società, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto Monti sui servizi pubblici locali.

Bilancio ancora in rosso. Il bilancio 2011 della Crom non è stato ancora approvato, ma la relazione che è arrivata giovedì scorso sul tavolo dell’assemblea dei soci è chiara: l’esercizio si è chiuso con una perdita di 103mila euro. La seduta era stata convocata proprio per discutere il bilancio, ma alla lettura di questo conti la riunione è stata sospesa. «La seduta è stata rinviata - afferma Federico Lucchesi, sindaco di Castellina - perché a questo punto serve un’attenta riflessione sul futuro di questa società. Non è possibile andare avanti così: è il terzo esercizio di fila in passivo». Dello stesso avviso Gennaro Tudisco, assessore al bilancio di Rosignano. «I conti che sono stati presentati non sono in linea con le aspettative - dice Tudisco - e di sicuro servono urgenti modifiche per rilanciare la società». Non fa sconti nemmeno Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio. «L’esperienza di questa Crom è finita, è ora di voltare pagina, a partire dal presidente», dice il primo cittadini del comune collinare pisano. E a giorni è atteso un nuovo incontro tra i tre Comuni per prendere delle decisioni. Ma quella si profila è una rivoluzione.

Loprete si difende. Bilancio in rosso a sorpresa anche perché nel settembre scorso Patrizio Loprete, presidente della Crom, puntava decisamente al pareggio di bilancio dopo che l’esercizio 2010 si era chiuso con un -94.056. «Mi assumo le responsabilità del caso - dice Loprete - e sono pronto a dimettermi dalla presidenza della Crom, ma ancora non sono in grado di fare i miracoli. Purtroppo nel secondo semestre dello scorso anno la crisi ha picchiato forte in particolare nel settore dei parafarmaci e questo ha influito molto nei conti finali. Inoltre, la società si porta dietro una spesa per il personale molto pesante». Insomma, incarichi a parte, ormai è chiaro che i costi strutturali della Crom sono diventati così alti che i ricavi non ce la fanno a ribaltare la situazione di passività. E allora ecco che i Comuni stanno valutando come intervenire e in fretta. E probabilmente non basterà rivedere l’assetto del cda.

Addio ai cimiteri. E questa necessità di ripensare la Crom dovrà essere fatta tenendo di conto anche di quelli che sono gli obblighi inseriti nel decreto Monti e che scatteranno a fine anno. In conseguenza al fatto che i Comuni dovranno mandare a gara i servizi di valore superiore a 200mila euro, ad esempio, la Crom andrà a perdere la gestione dei cimiteri: per questo servizio, infatti, oggi il Comune versa alla società cira 460mila euro. Ma anche sulle stesse farmacie comunali, il cui decreto governativo punta per il futuro ad una gestione di bacino attraverso una società unica, l’attuale Crom sembra destinata a finire fuorigioco perché non competitiva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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