Il Tirreno

In un anno 659 disoccupati in più

di Rino Bucci
In un anno 659 disoccupati in più

La maggior parte (59%) sono donne. Giovani penalizzati. In crescita i contratti di avviamento

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Un tasso di disoccupazione al 9,2 per cento, il più alto dal 2004 a oggi. I numeri rilevati dall'Istat e presentati la scorsa settimana hanno puntato un faro sulla crisi nera dell'occupazione in Italia. I dati dell'Istituto di statistica, letti in un contesto nazionale, sembrano lontani e quasi estranei alla piccola provincia. Invece ne sono una componente reale e preoccupante: basta sfogliare le ultime cifre in mano ai centri per l'impiego.

600 disoccupati in più. Al 30 giugno del 2010 le persone iscritte alle liste di disoccupazione, in Bassa val di Cecina, erano 7.626. L'anno successivo i senza-lavoro sono diventati 8.284. Nel giro di 12 mesi l'incremento è stato di 659 unità e far la parte del leone sono state le donne (il 59,9%). Guardando solo al secondo trimestre del 2011, i nuovi accessi al database sono stati 382 in più (191 uomini e 191 donne).

Se, invece, consideriamo l'intero territorio, in tutta la provincia di Livorno e in un anno il numero dei disoccupati che si è rivolto ai centri per l'impiego è lievitato del 10% (si è passati da 37.366 a 41.115 persone), con il picco del 12,9 per cento per gli uomini .

Gli occupati. Per quanto riguarda invece il numero degli iscritti "occupati" - rispetto al 2010 - non ci sono state sostanziali variazioni. È cambiata però la distribuzione degli occupati rispetto al tipo di contratto di lavoro: cala il peso dei tempi determinati (dall'83,9 all'81,2%) e aumenta quello dei rapporti a tempo indeterminato (dal 14,7 al 17,7%).

L'età come discriminante. Gran parte dei disoccupati livornesi ha un basso livello d'istruzione (il 56,6%) e un'età che supera i 45 anni. E proprio l'avanzamento degli anni è la variabile che preclude ai disoccupati l'accesso al mondo del lavoro: nel giro di un anno la fascia dei senza-lavoro più anziani è aumentata di un punto salendo al 14,8%.

Sempre considerando l'età si comprende come i giovani livornesi siano penalizzati dal mondo del lavoro: la metà dei contratti a tempo indeterminato è costituita da ultra 45enni e un'altra grande fetta, il 33,7%, è rappresentata dalla fascia 35-44 anni. In questo caso non ci sono particolari distinzioni tra uomini e donne. Al di là del sesso, il tanto agognato posto fisso si raggiunge invecchiando.

Meglio gli avviamenti. Dopo un 2010 nero come il carbone, l'accesso al lavoro in provincia sta attraversando una fase di ripresa. Nel secondo trimestre 2011 rispetto a quello dell'anno passato la domanda di lavoro da parte delle aziende è cresciuta del 6,1%. In Bassa val di Cecina il flusso delle assunzioni è salito di oltre 15 punti.

I rapporti di lavoro. Ormai sono la nuova frontiera, lo ha deciso anche il governo centrale. Salgono i contratti di apprendistato. Nel confronto tra il secondo semestre del 2010 e quello del 2011 c'è stata un'impennata del 31,3% (566 contratti).

Invece in picchiata i CoCoCo e i CoCoPro: ne sono stati stipulati il 25,7 per cento in meno. In crescita anche i rapporti a tempo determinato (l'11,4 per cento) e i tirocini (più 41,7 per cento).

Che se ne dica, scende la forma di retribuzione preferita dai giovani e dai disoccupati in genere: i contratti a tempo indeterminato. La flessione è pari all'1,5%.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa