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Villa Grillandini: direttrice a processo con 5 dipendenti

Villa Grillandini: direttrice a processo con 5 dipendenti

Tutte davanti al giudice dopo le querele incrociate Serie di remissioni ma per un reato si procede d’ufficio

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CASTIGLIONCELLO. Annunciò querele su querele e fu di parola. Ma anche alcune dipendenti fecero altrettanto. E ora che sono finite in sei davanti al giudice, sotto processo potrebbe restarci soltanto lei, Tiziana Franchi , direttrice della casa di cura per anziani Villa Grillandini. Alla prima udienza in tribunale a Cecina infatti gli avvocati hanno annunciato la volontà delle coimputate di rimettere le querele. C’è però un reato, contestato alla sola Franchi (la violenza privata), per il quale si procede d’ufficio. Come andrà a finire lo sapremo il 28 settembre, giorno in cui il giudice Carlo Cardi (pm Samantha Lotti) ha fissato la nuova udienza.

Tiziana Franchi è imputata per violenza privata continuata perché, in qualità di socio della Blue rest hotel nursing home srl (la società del fratello Devi che provvedeva alle assunzioni per la casa di riposo) «con compiti di gestione del personale, costringeva le dipendenti Girella Minuti, Carmelia Aruxandrei, Fatima Zohra Halimi, Rosa Lo Iacono e Rosa Matrisciano ad aprire un conto corrente presso la banca Carismi di Rosignano Solvay, altrimenti non avrebbe corrisposto loro gli stipendi». Il capo di imputazione circoscrive il periodo in questione al gennaio-marzo 2009.

A loro volta tre di quelle stesse dipendenti (Matrisciano, Lo Iacono e Aruxandrei) in concorso con altre due (Margherita Giorgerini e Loredana Berritta) sono imputate per ingiuria ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni perché, «con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, potendo ricorrere al giudice civile per ottenere il pagamento degli stipendi arretrati, si facevano arbitrariamente ragione da sé minacciando Tiziana Franchi con la frase “devi dare i soldi altrimenti ti spacco la macchina” nonché offendendone l'onore e il decoro». E questo viene fissato al 12 maggio 2009.

«Affermazioni false e diffamatorie, presenteremo querela». Così reagirono un anno fa Tiziana e Devi Franchi ad alcuni dipendenti che lamentavano di essere stati sfruttati e non pagati per quattro mesi. Nello specifico alcuni lavoratori, sostenuti dai sindacati, accusavano la Grillandini di assumere con contratti a termine e di mettere in ferie il personale poco prima della scadenza senza aver saldato gli stipendi. I Franchi ammisero solo che c'era stato qualche ritardo dovuto a problemi burocratici. A proposito di una visita dell'Asl, l'avvocato Marco Caradonna (che in seguito ha rimesso il mandato, oggi il difensore della Franchi è Giacomo Salamone) aggiunse che «tutto si è svolto in un clima di serenità». Evidentemente quel clima si avvelenò, stando a quanto c’è scritto nel capo di imputazione. Le indagini furono coordinate dal viceprocuratore Antonio Giaconi e oggi siamo giunti al processo. Che potrebbe estinguersi, ma non per tutto e per tutte.(a.d.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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